|
BENVENUTO SU EXTRA! MUSIC MAGAZINE - La prima rivista musicale on line, articoli, recensioni, programmazione, musicale, eventi, rock, jazz, musica live
|
|
|
|
|
|
Sigur Rós
Valtari
2012
Emi
di Stefano Torrese
|
|
I Sigur Rós rappresentano il passaggio tra l'utilizzo ossessivo dei power-chord a favore di atmosfere dilatate da tappeti sonori; la rottura definitiva con il grunge e con tutto ciò che possa avere un vago ricordo di rock'n'roll in cambio di un mondo più lento e riflessivo. Simon Reynolds coniò il termine post-rock a proposito di gruppi estremamente diversi tra loro come gli Stereolab e i Bark Psychosis. Entrambi, però, erano accomunati da un netto rifiuto verso le regole dei riff taglienti da chitarra elettrica. I Sigur Rós hanno proseguito per la strada del post-rock, estremizzato il concetto e creato un mondo lento e addormentato in antitesi con la realtà iperattiva che circonda la quotidianità dell'essere umano contemporaneo. La loro fortuna è nata, in gran parte, grazie al divulgarsi della libera circolazione della musica digitalizzata e ad un passaparola che, partito da Reykjavík ha poi raggiunto tutto il mondo grazie ad internet. I lunghi brani del gruppo islandese non erano adatti ai tempi stretti e serrati di radio e televisione; i mass-media hanno dato la giusta visibilità a Jonsi e Co. solo dopo l'uscita di brani dalla struttura più commerciale.
Valtari segna il ritorno per il gruppo islandese ad una realtà più intima e personale dopo il successo inaspettato che li ha visti protagonisti con l'uscita di Ágætis Byrjun. All'interno di Valtari sono presenti tutti gli elementi che hanno reso i Sigur Rós unici nel loro genere. La cavalcata alla Godspeed You! Black Emperor di Varúð, le orchestrazioni tra classica e world music di Rembihnútur, le rumoristiche jam di Ég Anda e le atmosfere rarefatte, arricchite dal quartetto d'archi delle Amiina, di Ekki Múkk e Dauðalogn. Le reminiscenze pop presenti in Takk e nell'album Með suð í eyrum við spilum endalaust, uscito nel 2008, vengono ora abbandonate per un ritorno alle origini e per la creazione di brani ambient che perdono la struttura delle hit da classifica e si immergono in uno spazio-tempo senza regole prestabilite. Cinquantatré minuti dove la voce celestiale di Jonsi non è l'unica protagonista ma viene utilizzata come uno strumento alla pari degli altri, così i brani strumentali Varðeldur, Valtari e Fjögur píanó riescono ad avere un impatto cinematografico intenso e suggestivo.
E' il coraggio di un gruppo che all'apice del successo donatogli da pubblico e critica riesce, senza cullarsi su di esso, a ricavare ancora qualcosa di inatteso. Valtari è sicuramente l'album che segna la definitiva maturità dei Sigur Rós e li iscrive nel registro dei gruppi cardine della musica post anni '90.
|
|
25/05/2012 -
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
|
|
|
|
|
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
|