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Come la si mette la si mette, alla fine Madonna è sempre Madonna e quindi va trattata come tale, nonostante tutto. Rimane aldilà di tutto una delle artiste più importanti della storia degli anni 80 e 90, innovatrice in stile e tendenza sia musicale che nei trend di moda. In molti si sono ispirati a lei, anche recentemente, e in tanti hanno fallito nella sacrale imitazione, perché alla fine lei, la Ciccone, non muore mai e, soprattutto tremate novelline, non molla mai.
Allora MDNA potrebbe essere riletto sotto questo punto di vista, ma bisogna prima parlare dell'ascolto diretto. È evidente da subito che l'album è ben fatto, visti anche i nomi che vi hanno partecipato, e Madonna si può permettere una signora produzione che a livello sonoro tende alla perfezione totale. Certo è, però, che una buona produzione e qualche voce di supporto, alla esigua da sempre voce della Ciccone, purtroppo non possono del tutto oscurare le mancanze di questo album. Innanzitutto diciamocelo, Madonna ha fatto il suo tempo, e non fa più invidia il suo corpo perfetto, la sua forma e la sua fama, ma forse ormai è un po' pena quella che si prova, anche se sempre di pena reverenziale si parla, per carità! Di idee in MDNA Madonna, o chi per lei, ce ne hanno messe. L'album scorre veloce e nemmeno spiacevolmente, è chiara una volontà di ritorno a sonorità disco un po' passate, che però sono indubbiamente da favorire a quella specie di techno-house che oggi campeggia nelle discoteche. Alla fine non c'è molto, non ci sono canzoni memorabili, e il lento presente nell'album è da bocciare totalmente sperando di non doverlo più ascoltare nella propria vita; però il tutto, in qualche modo, si salva. C'è qualcosa di ballabile, qualcosa che mette allegria, certo non stiamo parlando delle origini, o delle ultime decenze che Madonna ci ha permesso di ascoltare come American Pie o Ray Of Light, ma alla fine ci si può stare. Certo, forse la Ciccone dopo questo album potrebbe pensare a un ritiro dalla scena, ma, mettiamo che gli va bene, potrebbe anche accadere che ce la ritroveremo presto, magari con qualche cover o tributo o qualche nuova produzione; anche perché un best of conterebbe troppi cd da poter essere messo in commercio a un prezzo spendibile sul mercato. Forse la pecca maggiore dell'album, a parte il lento, alla fine sta proprio nel titolo, questo MDNA, chiaro rimando alla famosa droga MDMA, che un po' va contro il fair play di una Madonna che ci ha propinato benessere, yoga e deliri cabalistico-buddisti fino all'altro ieri, e che ormai è decisamente desueto e sarebbe dovuto arrivare almeno 10 anni fa, se non di più, per fare un po' di scalpore. Anche perché è veramente difficile pensare a Madonna come a una droga a cui ci si può assuefare, visto che, oggettivamente, c'è ben poco della sua produzione che si può ascoltare a ripetizione e per non più di tot ore prima di decidere di riprendersi mettendo su Bach o Mozart.
Comunque, complimenti alla Signora Ciccone per la sua forma smagliante, complimenti per i soldi che sicuramente incasserà con il suo tour e ci auguriamo tutto il bene per lei e per il suo futuro, chissà che non riesca a stupirci ancora una volta.
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