|
Secondo album per i Tu Fawning, un collettivo di avant- rock originario di Portland, nell’Oregon. A due anni di distanza dall’eccellente Hearts On Hold, il loro debut album, la band guidata da Joe Haege, chitarrista e compositore, e da Corrina Repp, voce, chitarra e batteria, pubblica un altro disco di alta qualità, fatto di composizioni che richiamano atmosfere mitteleuropee, il jazz, il rock blues e l’avanguardia.
Coadiuvati da Toussaint Perrault e da Liza Rietz, altri due eccellenti polistrumentisti che in questa occasione hanno offerto un maggiore contributo alla stesura dei singoli brani, i Tu Fawning mettono a segno un altro colpo micidiale nell’ambito della scena indie rock statunitense. Una sferzata d’energia, per quanto cupa e densa di ambientazioni noir, un altro piccolo capolavoro che ci ricorda molto alcune vecchie incisioni di Tom Waits e dei Tuxedo Moon. Ma se i Tu Fawning hanno un dono, è quello dell’originalità e il loro modo di assemblare i suoni è semplicemente fantastico e molto originale. L’album è più percussivo rispetto al disco precedente e il ricorso ai sintetizzatori e decisamente più massiccio, ma tutto questo non limita la fase espressiva della band, al contrario la esalta e rende l’ascolto dei nove brani che compongono l’album un momento davvero indimenticabile. Si comincia con Anchor, una electric ballad davvero ben congegnata, si prosegue con Blood Stains, Wager, Build A Great Cliff e la bellissima In The Center Of Powder White, fino all’ammaliante To Break Into e ai contorni psichedelici di Bones. Un gran bel disco attraverso il quale i Tu Fawning ci offrono un esempio di come si possa inventare ancora, si possa fare musica senza sempre guardarsi indietro e riproporre un qualcosa di “già sentito”. L’elettronica non è l’unica componente delle sonorità del gruppo, essa convive accanto a episodi acustici ed elettrici ugualmente vibranti, e si avvale di una coralità di esecuzione che conferisce a questo disco una dimensione non a caso “Monumentale” e delle tonalità epiche.
Il secondo album di solito è un momento importante per decidere le sorti di un gruppo. Ebbene, questo A Monument conferma le aspettative degli esordi e si spinge addirittura oltre, denotando una maturità compositiva che trasforma in sinfonie moderne, tanto spirituali quanto apocalittiche, le varie composizioni. Da possedere ad ogni costo.
|