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Sleep Party People
We Were Drifting On A Sad Song
2012
Blood and Biscuits
di Antonella Castaldi
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Veramente poco intriganti questi Sleep Party People, pseudoconiglietti di Copenhagen capeggiati dal polistrumentista Brian Batz, vestiti di nero e perennemente coperti sul volto da maschere un po’ inquietanti. Si propongono mete ambiziose, un po’ troppo forse per le loro capacità, e finiscono per raggiungerle solo a metà. Cercano cosi di creare atmosfere surreali, crepuscolari, malinconiche che musicalmente potrebbero funzionare ed essere orecchiabili se non fosse per quel coro di voci informe e lagnoso che dovrebbe assomigliare ad una “lullaby” rilassante e soporifera ma ottiene solo di snervare l’ascoltatore per la monotonia melodica. Vorrebbero avvicinarsi agli Air, ma ne sono soltanto una copia mal riuscita. Davvero un peccato, comunque, perché gli spunti visionari non mancano e le idee sono semplici ma buone in termini di arrangiamenti. Ci sono anzi brani che, presi singolarmente, ad un secondo ascolto, magari un po’ più attento, potrebbero risultare interessanti, e sottolineo potrebbero perché il condizionale in tal caso è d’obbligo. Tra questi compaiono sicuramente: A Dark God Heart (primo singolo dell’album), Melancholic Fog, Heavy Burden, Gazing At The Moon e Heaven Is Above Us in cui le peculiarità sonore dell’ omnichord ed il leggero accompagnamento del pianoforte contribuiscono in modo decisivo a dare al cd quel sound un po’ evanescente, ovattato e fluttuante che lo caratterizza. Certamente questi pezzi andrebbero bene da soli come colonna sonora di qualche film alla Donnie Darko – che i cinque coniglietti danesi sembrano tra l’altro richiamare molto da vicino con quelle loro buffe divise dark - : nel sottofondo le voci verrebbero trascurate ed emergerebbe solo l’apprezzabile impalpabilità degli effetti strumentali. Ma un intero album è davvero troppo da reggere: anche dopo ripetuti ascolti gli Sleep Party People non riescono a prendere il volo e inevitabilmente, dopo un brevissimo decollo apparentemente perfetto, si schiantano drammaticamente al suolo. ”We Were Drifting On a Sad Song”, il loro secondo album, non possiede quella lucentezza che cattura l’attenzione… semmai la spegne. Ma, se siete davvero pronti per uno Sleep Party…accomodatevi!
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02/06/2012 -
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