|
Dopo l’uscita nel 2008 del suo lavoro in studio composto per i suoi recenti approcci alla musico-terapia “State of Nature”, il chitarrista statunitense Stanley Jordan torna alle sue origini jazzistiche con un disco arricchito da musicisti di grande spessore. In "Friends" sono proposti, oltre a brani di sua composizione, cover di vario genere interpretate con il suo approccio ma con una novità: Jordan in alcuni brani suona anche il pianoforte, dando spazio anche alla sua passione per la musica classica. Il primo brano, Capital J, è caratterizzato da uno swing molto travolgente e dall’improvvisazione tipicamente bebop del famoso sassofonista Kenny Garrett e del trombettista Nicholas Payton; altro ospite d’eccezione è il contrabbassista Christian McBride, sezione ritmica insieme all’onnipresente Kenwood Dennard. Si passa alla seconda traccia, Walkin’ the Dog, un blues molto interessante arricchito dalla chitarra di Charlie Hunter; in questo brano entra alla sezione ritmica definitivamente il bassista Charnett Moffett. Degno d’attenzione il solo di Jordan in questo brano, che lascia trapelare tra le sue note delle influenze di Albert King. Questa traccia insieme ad altre nell’album, è caratterizzata da un elemento compositivo interessante, ossia l’esecuzione del tema del brano da due chitarre, quella di Jordan insieme a quella dell’ospite. Proseguendo incontriamo un’interpretazione di un brano del trombettista Neal Hefti, Lil’ Darlin’, dallo swing morbido e cadenzato; l’ospite speciale questa volta è il chitarrista Bucky Pizzarelli, che dà la sua impronta old school al brano con grande gusto. Si prosegue con uno standard, Giant Steps; la formazione si riduce a tre elementi: due chitarre, Jordan e Mike Stern, e batteria; nonostante non sia un approccio ideale, la maestria dei due chitarristi riesce a reggere alta la soglia ritmica e a non far decadere l’andamento Coltraniano del brano. Il nostro eclettico musicista nel brano che segue si mette alla chitarra ed al piano per interpretare, insieme ad Hunter, Moffett e Dennard, una hit moderna, I Kissed a Girl di Katy Perry; l’arrangiamento dello stesso Jordan rispecchia la sua creatività, che integra il brano perfettamente nel clima che fino ad ora le altre composizioni avevano creato. Continua il disco con Samba Delight, dove appaiono la violinista Regina Carter ed il sassofonista Ronnie Laws; in questo brano l’esecuzione del tema viene lasciata a quest’ultimi, mentre il chitarrista si impegna con la ritmica per poi eseguire un solo seguendo la linea improvvisativa finora mantenuta da Carter e Laws. La settima traccia è una composizione di Charlie Christian e Benny Goodman, Seven Come Eleven: come tradizione dei compositori, in particolare di Christian, il cardine del brano è l’improvvisazione; infatti sono presenti altri due chitarristi oltre Jordan, ossia Bucky Pizzarelli e Russell Malone, che unendo i loro stili danno vita ad uno dei brani più movimentati dell’album. Il mood cambia con Bathed in Light, suonata dalla stessa formazione del primo brano: la composizione è lenta e morbida e la melodia avanza grazie a Garrett e Payton. In questo brano Kenwood Dannard suona contemporaneamente la batteria e la tastiera. Proseguendo il musicista si mette al piano e con il violino di Regina Carter espone il tema del 4° movimento del Concerto per Orchestra di Bèla Bartòk, intitolando la traccia Romantic Intermezzo From Bartok’s Concerto For Orchestra. L’intensità dell’esecuzione ed il colore che assume il tema del brano, fa affiorare la passione per la tradizione classica, ed in particolare romantica, di Jordan. Continua l’album con l’interpretazione di un brano di Claude Debussy, Reverie, che si fa portavoce dell’innovazione alla base del pensiero musicale del chitarrista, appunto per il carattere avanguardista del compositore classico, non lasciando però le sue influenze romantiche. Jordan dedica l’ultimo brano, One For Milton, al suo maestro Milton Babbitt: in sua memoria, la composizione assume una carattere dodecafonico, facendo affiorare in maniera molto esplicita la tendenza del chitarrista all’innovazione musicale. Consiglio il disco ad un pubblico aperto ad un nuovo approccio alla musica, ma che ha anche un legame con la tradizione.
|