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Pochi documenti audiovisivi sono riusciti a catturare l’essenza di un gruppo dal vivo come il prezioso, per quanto breve, The Cramps – Live at Napa State Hospital: riprese molto artigianali dell’esibizione offerta dalla band il 13 giugno 1978 in un ospedale psichiatrico, davanti a pazienti la cui risposta al concerto è stata un misto di trasporto (per lo più) e semi-indifferenza (a un certo punto si vede uno di loro che apre un giornale e si mette a leggere, in piedi, mentre Lux Interior e compagni ci danno dentro con la musica). Tra cover e brani originali, la scaletta comprende alcuni futuri classici dei Cramps: The Way I Walk, Human Fly, Domino, TV Set, Mystery Plane, What’s Behind The Mask. Durante Human Fly, una donna corpulenta, preso il microfono, canta al posto di Interior; questi a sua volta, a un certo punto del set commenta: “Ci hanno detto che siete dei pazzi, ma a me sembrate normali”. Il filmato si chiude con il caos di TV Set: Interior, spiritato, canta col microfono in bocca, mentre gli spettatori “invadono” la piattaforma rialzata su cui stanno suonando i musicisti.
I Cramps: per tanti appassionati di musica, una band formidabile di cultori del vero rock and roll, quello più viscerale e trasgressivo, di cui hanno riportato alla luce anche tanti brani misconosciuti, oltre a proporne una personalissima rilettura nell’ibrido rockabilly/ surf/ ”voodoo” che costituisce il cuore dei loro album. Per altri, cialtroni kitsch privi dello sprezzo del ridicolo, che avrebbero dovuto smettere di fare dischi da un pezzo, assai prima della morte prematura del cantante Lux Interior, avvenuta nel 2009. La benemerita Munster Records ha optato per assecondare i gusti della prima “fazione”, ed eccoci tra le mani un cofanetto di dieci 45 giri – disponibile anche in un più asettico CD – con i singoli del periodo 1978-1981 (a quelli all’epoca dati effettivamente alle stampe ne sono stati però aggiunti altri: un’operazione forse discutibile sul piano “filologico” ). Abbiamo così la possibilità di riammirare le copertine macabre dei dischi con cui si era fatto conoscere il gruppo (altra componente essenziale dei Cramps: la loro estetica basata su un immaginario da b-movie a base di film horror, fantascienza e sesso) e di riassaporare interpretazioni quali Surfin’ Bird, segnata da spasmi e deturpata da una coda rumorosa e beffarda; Lonesome Town, tutta chitarra elettrica indolente e stridula, voce e grancassa; Fever, placida e seducente; Rockin’ Bones, lenta e tenebrosa; Love Me, costruita su sgangherati stop and go.
E cosa aggiungere sulle canzoni originali? Vi siete mai presi la briga di tradurre il testo della tribale Tv Set? “Baby, ti vedo nel mio televisore. Ti taglio la testa e la metto nel mio televisore. Uso i tuoi bulbi oculari come manopole del mio televisore. Guardo la TV da quando ti ci ho messo dentro”, e così via chiamando in causa una radio e un frigorifero (“Baby, ti vedo nel mio frigorifero, dietro la maionese. Ci vedremo stanotte per uno spuntino di mezzanotte. Anche se fa freddo, non invecchierai, perché sei ben conservata nel mio frigorifero. Baby, di notte nel mio lettino hai un aspetto fantastico... potrei abbracciarti un milione di volte... sei fantastica ricoperta di insetti...”). Pazzi scatenati e ironia macabra a bizzeffe. Discorso simile per l’inquietante Human Fly, mentre di Mystery Plane e The Mad Daddy spiccano rispettivamente il feedback e l’impeto travolgente, e l’esecuzione parossistica.
Una reliquia da venerare? Verrebbe da dire di sì, anche se File Under Sacred Music – Early Singles 1978-81 non contiene veri e propri inediti, e se l’assenza di un booklet grida vendetta. Le pittoresche cartoline incluse nella confezione le avremmo volentieri barattate con qualche riga di liner notes, magari scritte da Dick Porter, autore di una bella monografia dedicata al gruppo (The Cramps – A Short History of Rock’n’Roll Psychosis) recensita su questo sito un bel po’ di anni fa.
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