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Regina Spektor
What We Saw From The Cheap Seats
2012
Warner Music
di Valentina Gianfermo
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Ogni volta che si deve approcciare una cantautrice come la Spektor vengono meno le parole per descrivere quel fantastico mondo musicale che mette in mostra con la sua estrema capacità di rendere la sua musica un’opera d’arte. Finora Regina è appunto la regina incontrastata di un genere tutto suo, appositamente studiato dalla sua mente e messo in moto dalle sue geniali doti musicali.
Quando si ascolta un album della Spektor si pensa un po’ a un quadro di Kandynsky in cui si vuole dipingere la musica che rimane però così sfuggevole delle volte mentre ci riempie di colori, di immagini, di suoni che ci divertono, ci consolano e ci gettano nello sconforto per poi riprenderci al volo, come funamboli di sentimenti ed emozioni incapaci da controllare. Ecco quello che succede ogni volta che si affronta il lavoro di un grande artista della musica. In questo album la Spektor prende come sempre per mano il pubblico, lo fa accomodare nei posti più lontani, dove si può godere di una buona acustica e della pace della privacy nell’ascolto musicale, e infine li trascina di canzone in canzone in divertenti, commoventi e sorridenti brani del suo nuovo album.
In questo specifico lavoro possiamo notare come Regina stia iniziando a sperimentare un uso strumentale differente certamente più mainstream che potrebbe far arricciare il naso ai suoi “cultisti”. Ritorna su temi pianistici a lei molto cari, lasciando spesso il piano come sottofondo virtuoso a nuovi strumenti che si muovono in superficie, pur mantenendo l’importanza del pianoforte nel suo discorso musicale. C’è anche un ritorno di Don’t Leave Me (Ne Me Quitte Pas) che risuona nuova e completamente rivisitata in una chiave più “estiva”; una interessante Oh Marcello che gioca sul tema della Don’t Let Me Be Misunderstood scritta originariamente per Nina Simone. Ogni canzone ha un suo posto nascosto da scoprire e, per quanto tutto suoni un po’ più commerciale da parte di Regina, si riuscirà comunque ad apprezzare anche la maestria del suo nuovo pop.
Come non consigliare l’acquisto di questo album e sperare intensamente che, prima o poi, Regina decida di fare una capatina in Italia e ci permetta di godere dal vivo della sua splendida musica, del suo adorabile e forte carattere e del suo virtuosismo pianistico?
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22/06/2012 -
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