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Cursive
I Am Gemini
2012
Saddle Creek
di Stefano Torrese
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Shoegaze a palla e uno sfondo retroilluminato di emo-core vecchio stampo. I Cursive suonano "I Am Gemini" con lo stesso entusiasmo degli esordi di "Such Blinding Stars For Starving Eyes" del 1997. Ed è, forse, proprio questo il grande problema della band di Tim Kasher. Il settimo album ufficiale della band viene dopo vari cambiamenti di set-up ed esperienze al di fuori dei Cursive da parte dei vari componenti; lo stesso Tim Kasher ha intrapreso un'interessante, ma non brillante, carriera solista con un progetto denominato ‘The Good Life’ dove la vena autoriale prende il sopravvento su quella distorta ed urlata nei Cursive. Nonostante le svariate esperienze, però, i 13 brani di "I Am Gemini" suonano come ripetizioni poco riusciti dei precedenti lavori. La tecnica e il talento non sono in discussione; brani come l'iniziale This House Alive, Double Dead e Twin Dragon/Hello Skeleton rimangono su uno standard qualitativo elevato grazie alle atmosfere distorte e ai riff tipici del genere portato alla ribalta dai Fugazi. Delude la tematica del concept, troppo pretenziosa per essere apprezzata nelle sue sfaccettature più adolescenziali e dirette. La storia di "I Am Gemini" narra di due fratelli, Cassius e Pollock, separati dalla nascita che si ritrovano solo dopo una tragedia familiare. Brani come The Sun and The Moon suonano come brutta copia dei Bloc Party, mentre Drunken Birds e Gemini fanno il verso agli newyorkesi Interpol. La maggior parte dei brani passano inosservati e l'elemento che più fuoriesce è una buona dose di tecnica e una certa maestria nel ricercare i suoni giusti per un buon album convenzionalmente emo-punk. Il trittico finale di The Cat and Mouse, A Birthday Bash e Eulogy for No Name non incide come dovrebbe all'interno di una storia dove l'epilogo è la fase cruciale. Che Tim Kasher non abbia esaurito totalmente il suo talento è cosa certa. Preoccupa la discesa degli ultimi lavori con i Cursive dove il leader e il resto della band sembrano copiare se stessi senza altri stimoli. E' forse arrivato il momento di abbandonare il gruppo che li ha resi celebri per dedicarsi a tempo pieno ad altri e più interessanti progetti.
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04/07/2012 -
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