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Si può uscire vivi dagli anni ‘80 (citando gli amati Afterhours)? La risposta ce la servono su un piatto d’argento i Serpenti, duo pugliese formato da Luca Serpenti (basso e programmazioni) e Gianclaudia “Clou” Franchini (voce). A maggio è uscito il loro secondo album, dopo tre anni di lunga incubazione, che è servita a rinnovare lo stile originario rendendolo meno rock e più electro-pop. Infatti fin dal brano di apertura, Tenax, ci si accorge dell’uso smodato di synth e di drum machines, che avvolgono e trasformano la versione originale cantata nell’82 da Diana Est, reinterpretata dagli stessi Serpenti in duetto con l’autore, Enrico Ruggeri, nel suo album “La Parola Ai Testimoni”. Tenax dunque è un inno alla night life più selvaggia (“Val la pena vivere solo dalle 11…”), un omaggio ballereccio da dare in pasto ai dj delle dancefloor e, non da ultimo, un noto gel per capelli usato all’epoca (“i capelli immobili, con disegni statici…”). I Serpenti sanno travolgere con una facilità innata, e lo dimostrano anche con Io Non Sono Normale, guidato da un ritornello accattivante e un beat energico, e con il singolo di lancio in contemporanea all’uscita del disco, Senza Dubbio, ballata morbida e squisitamente elettronica. Il ritmo riprende con Tocca La Mia Bocca, canzone particolarmente sensuale, dotata di tutte le caratteristiche per diventare un buon tormentone radiofonico. Gli altri brani del disco seguono sulla scia dei precedenti. Infatti troviamo Uomo Donna, che si presenta come un manifesto futurista di ambiguità (“Io non sono uomo, io non sono donna”) e Io Tu e Noi, brano sbarazzino e provocatore, per poi chiudere con Come Il Tempo e la passionale Scendo Piano. Tra ritornelli killer, dance a tutto spiano, guizzi vocali, sintetizzatori a go-go e beat mai rallentati, i Serpenti ci mettono di fronte ad otto brani coinvolgenti e allegri, che svecchiano il trash del passato e danno nuova vita alla tradizione anni ‘80, ma con un lungimirante sguardo al futuro.
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