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Sun Kil Moon
Among The Leaves
2012
Caldo Verde
di Andrea Belcastro
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Più di vent'anni di carriera alle spalle. Quasi un disco ogni dodici mesi, di cui almeno un paio fondamentalmente incisi nella storia del rock alternativo americano (e mondiale). Un carattere schivo e la benché minima voglia di compiacere il pubblico. Detto in soldoni: Mark Kozelek fa quello che vuole quando vuole e come vuole. Ormai in fissa dimora presso il comodo (e ormai prestigioso) moniker Sun Kil Moon, Kozelek è da un paio di anni perso in una profonda infatuazione per la chitarra classica (con le corde rigorosamente in nylon) e le sonorità spagnoleggianti. ”Among The Leaves” così come il precedente “Admiral Fell Promises” è un lungo flusso di coscienza tratteggiato attraverso intricati arpeggi e ammorbidito, ovviamente, dall'angelica voce del quarantacinquenne dell'Ohio. Le differenze più evidenti, invece, sono riscontrabili nell'inserimento qua e la di strumentazione addizionale e nella presenza di un brano rock come King Fish che ricorda molto da vicino le ultime produzioni dei defunti (ahimè) Red House Painters. Ciò che più sorprende rispetto al recente passato è, però, il ritrovato gusto per le melodie orecchiabili e la confezione pop di alcune composizioni. Canzoni come Sunshine in Chicago e la title track ne sono, in questo senso, perfetto esempio: un preciso bilanciamento tra compostezza esecutiva, freschezza e cura nell'arrangiamento. In particolare ''Among The Leaves'' , con la sua delicata ricchezza sonora, avrebbe addirittura (parlando di Kozelek) le caratteristiche per scalare le classifiche. Ma questo probabilmente accadrebbe solo in un mondo perfetto. Per il resto, in mezzo a molti episodi francamente evitabili ed eccessivamente prolissi, si fanno notare almeno altri due brani: Young Love, forse la composizione più articolata dell'intero lotto impreziosita da un finale di un'intensità e classe inarrivabile, e Song for Richard Collopy, con il suo incedere ipnotico che sfocia in uno di quei bridge che solo Kozelek è capace di fare. Mark Kozelek: prendere o lasciare. Noi optiamo, sempre e comunque, per la prima scelta e per l'ex leader dei Red House Painters siamo sempre ben disposti a chiudere un occhio. Anche due, se necessario.
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08/08/2012 -
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