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Nella carriera dei Keane qualcosa è cambiato. Per esempio il numero dei componenti della band inglese formatasi nel 1997, da tre sono diventati ufficialmente quattro: infatti si è unito a loro definitivamente il bassista, Jesse Quin, elemento di supporto già nell’album di quattro anni fa, Perfect Symmetry: album sperimentale, infatti per la prima volta decisero di utilizzare anche la chitarra, proprio loro che da sempre sono soprannominati ‘La band senza chitarra’. Ma tornando a Strangeland pubblicato il 4 maggio 2012, già dai primi singoli rilasciati Silenced By The Night e Disconnected, si riconosce subito il loro stile inconfondibile, quel soft rock britannico che solo loro sanno ricreare.
Strangeland è il binomio perfetto dei due precedenti album: Under The Iron Sea e Perfect Symmetry, forse un po’ più rock del solito. Ma procediamo con ordine. La traccia che dà il via alla magia è You Are Young, un pezzo dal mood positivo e dal sound fresco, in grado di farti canticchiare già dalle prime note. Si continua con la positività (e non è scontato con i Keane) anche nei due pezzi successivi, Silenced By The Night e Disconnected: pura aria fresca. Ed ecco che al quarto brano si arriva alla ballata malinconica con Watch How You Do tipica dei Keane, ma si riprende subito con la meravigliosa Sovereign Light Cafè, non a caso scelta come terzo singolo. E con On The Road, altro pezzo molto positivo, siamo già a metà dell’album. Ecco l’altro cambiamento, più brani positivi e meno malinconici, Ops!, pezzo malinconico: The Starting Line, ballata malinconica, ma gradita, che anticipa Black Rain pezzo assolutamente carico di magia, grazie alla voce di Tom Chaplin e ai cori. Chi segue i Keane, sa che potrebbero esserci brani come questi ma il loro punto forte sta nell’inserirli al momento giusto. E siamo arrivati a Neon River, forse la più bella di tutto l’album, che incarna perfettamente il cambiamento della band, positiva ma con un pizzico di “cattiveria” data non dalla chitarra (che c’è, ma non si vede!) ma dai molteplici suoni ricreati dalla band. Rimangono ancora ‘solo’ tre canzoni, dico solo perché la magia sta per finire. Si riparte quindi con Day Will Come brano carico di energia mentre con In Your Own Time spicca come non mai il suono della tastiera, strumento preferito da sempre, che si fonde perfettamente con la voce del cantante. Si arriva così alla chiusura con Sea Fog ballata voce e piano, più che malinconico, ma perfettamente in linea con lo stile della band.
Chi segue i Keane, e conosce un minimo la storia dei componenti, dopo aver ascoltato tutto l’album percepisce che sì, forse qualcosa è cambiato, proprio nelle loro vite. Più positività e meno malinconia. Ma ne siamo contenti.
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