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Animal Collective
Centipede Hz
2012
Domino
di Fernando Rennis
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Prendi una tela bianca e sporcala con infinite combinazioni di colori. Sovrapponi strati di folk, psichedelia, world music ed elettronica ad un tappeto pop variegato e ricco di rumori, interferenze. Una giungla sonora, un vortice di colori, stati d’animo, voci, caratteri, parole urlate e sussurrate. Il decimo album degli Animal Collective è un labirinto in cui è facilissimo perdersi ma altrettanto difficile uscirne fuori.
Forte di una struttura che cattura sin da subito l’orecchio e lo tiene prigioniero per tutti i cinquantatré minuti di delirio musicale, Centipede Hz riversa la propria essenza in undici brani che funzionano sia nell’insieme che per loro conto. MoonJock rapisce per il suo ritornello semplice e con un’apertura notevole che si contrappone alla strofa scandita e irregolare in pieno stile della band. Today’s Supernatural è un turbinio di folk e flamenco in cui fanno incursione percussioni che sanno d’Africa, il risultato è impressionante: un pezzo che raccoglie tante sfaccettature in quattro minuti non passa inosservato né all’orecchio e né al cuore. Uno spettacolo. I toni si abbassano per Rosie Oh in cui l’interpretazione è il valore aggiunto, stavolta a prevalere sulla ritmica è il sentimento. I Beatles di I’m The Walrus applaudirebbero senz’altro. Wide Eyed è strutturata su un loop che ricorda i videogame anni ’80, la scelta spiazza e dà spessore ritmico ad un brano ipnotico. Su questa scia s’incastona New Town Burnout, sciamanica, la cui coda coincide con l’intro di Monkey Riches, altro momento molto ben riuscito. Pulleys è molto più di una canzone, è un punto d’incontro di sensazioni acustiche e visive, c’è il rumore dell’acqua, sembra quasi che la sabbia sia entrata nelle tue scarpe e la nave in lontananza diventa un punto che svanisce all’orizzonte. Amanita è il dolce epilogo che ti culla fino al silenzio che ti esorta a ripremere play.
Capiterà di perdersi all’interno di questo labirinto, il disco, come ogni episodio della carriera degli Animal Collective, non è di digestione facile ed immediata ma se ti sei appena reso conto che Arianna non ti ha affidato nessun filo e tra le labbra hai già le prime parole del brano d’apertura, sai già che uscirne fuori sarà un’impresa. Buona fortuna.
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13/09/2012 -
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