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Four Tet
Pink
2012
Text Records
di Fernando Rennis
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Kieran Hebden è costantemente nelle homepage dei siti di musica perché sforna brani in maniera prolissa ed incessante. Detto così sembrerebbe che un perfetto sconosciuto sia salito alle luci della ribalta, si tratta invece di uno dei volti più conosciuti dell’ambiente dell’elettronica: Four Tet.
Pink è un album inteso alla vecchia maniera, una raccolta di singoli con due inediti. Ad aprire le danze è, parere personale, il miglior brano del disco: Locked parte in sordina, come una domenica mattina in cui in città regna un silenzio strano. E’ un pezzo che si dispiega in otto minuti e trenta secondi di elegante tappeto sonoro elettronico che muove da un groove ritmico a cui si sommano synth d’atmosfera ed un riff che per la sua evanescenza rimane in testa molto più di quanto si possa immaginare al primo ascolto. La classe non è acqua. Assieme a Pyramid è stato pubblicato un anno fa, proprio di questi tempi. Il lato B del singolo dura più meno lo stesso intervallo ma è molto più variegato e ritmato, fa leva su di un loop di voci incastrate tra loro e alterna momenti di ritmica corposa con altri di scenari ambient. Lion risente delle collaborazioni con Yorke e lo si capisce dal mood, metteteci la voce del buon Thom ed una B-side di The Eraser è bella e pronta. Anche qui la ritmica è l’elemento su cui vengono poi adagiati effetti, arpeggiatori, suoni e loop addizionali. Il pezzo è l’unico inedito assieme a Peace For Earth, una vera e propria suite di poco più di undici minuti che sembra quasi una colonna sonora da film. Densa, corposa nei suoni ed essenziale nella sua struttura, è una vera e propria perla che risveglia emozioni recondite. Jupiters è un altro brano che sa il fatto suo, con un arpeggiatore che dà un senso di inquietudine, Dario Argento saprebbe cosa farne, almeno fino alla pausa che introduce alla seconda parte in cui il giovanotto di Londra rientra nel suo modus operandi abitudinario e correda il tutto con un ipnotico strato ritmico.
Un’ora tirata è forse un po’ troppo, potrebbe stancare alla lunga. C’è però un qualcosa che si chiama stile e Four Tet ne ha da vendere, Pink è un album da ascoltare, da suonare e da gustare. Buon ascolto.
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24/09/2012 -
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