|
Dopo l'ottimo successo del suo primo album Lights, acclamato da gran parte della critica inglese, Ellie Goulding è tornata presto in studio per dar vita al suo secondo progetto musicale. Fin da subito, la cantautrice britannica ha precisato che ciò su cui stava lavorando sarebbe risultato molto distante stilisticamente dal suo precendente sforzo, promettendo un album molto più personale, ricco di toni cupi e tristi. Ma, durante la creazione di Halcyon, la Goulding è riuscita anche a far del disco un po' di spensieratezza, non intaccando comunque l'idea iniziale di un progetto molto intimo, di riflessione.
Un primo assaggio dell'album viene regalato dalla stessa cantautrice che, a luglio di quest'anno, carica su Youtube il video di Hanging On per promuovere il nuovo album, cover del pezzo degli Active Child con la collaborazione del rapper Tinie Tempah; la prima impressione è, come già la Goulding ci aveva annunciato, di un distacco pressoché totale dal folk e dall'indie-pop del primo album, attuato per intraprendere un viaggio fra l'ambient, l'elettronica e la dubstep, secondo i media generalisti dovuto all'influenza della sua nuova fiamma, il musicista dubstep americano Skrillex. Un mese dopo, la Goulding condivide con il mondo intero il primo singolo ufficiale estratto da Halcyon, ovvero Anything Could Happen; il pezzo si traduce in un trionfo di synth che Ellie riesce a domare con la sua particolare ed altissima voce; questa traccia introduce quel tocco di spensieratezza che, stando alle premesse, la cantautrice aveva quasi bandito dal suo studio di registrazione. Successivamente verranno condivisi in rete altri due singoli promozionali che mostrano un altro aspetto di questo secondo LP; se con Hanging On ed Anything Could Happen la Goulding aveva dato prova di destreggiarsi al meglio tra elettronica ed ambient, in I Know You Care ed Explosions preferisce affidarsi alla ballad strappalacrime con analisi introspettiva che non passa mai di moda.
Con queste anteprime dell'album, la cantautrice britannica ha voluto far trasparire la doppia anima del suo secondo sforzo: se da una parte c'è un dominio pressoché totale dell'elettronica, dell'autotune e dei synth, dall'altra si trovano downtempo struggenti portavoce della sofferenza della Goulding che tiene fede a quanto detto in fase di produzione ed inserisce momenti di riflessione e autoanalisi qua e là nell'album. Personalmente, trovo meglio riuscita la parte contenente le uptempo dal sapore elettronico; quando la particolarissima voce di Ellie incontra basi dove regnano sovrani i synth, tutto sembra filare liscio come l'olio. Nonostante spesso la scelta di passare da un sound più raw ad uno più artificiale possa attirare critiche di omologazione alla musica di massa, credo che la decisione della Goulding di mettere da parte la sua anima folk per un po' sia stata ottima, oltre che coraggiosa. Questo album infatti, può far guadagnare alla cantautrice nuovi fans ma anche allontanarla da chi le si era affezionato grazie allo stile mostrato nel primo LP. Purtroppo, però, pochi progetti si possono definire perfetti ed in Halcyon non mancano note dolenti. Per prima cosa, non trovo una scelta intelligente distribuire le tracks più potenti nella prima parte dell'album e di relegare quasi tutti i pezzi downtempo alla fine dello stesso; in questo album succede proprio questo e alla fine del disco ci si ritrova ad ascoltare una insensata collaborazione con il dj Calvin Harris che risveglia l'ascoltatore ma che, sinceramente, non risulta amalgamarsi con il resto dell'album e con l'idea di fondo legata ad esso. La traccia migliore è senza dubbio Figure 8, pezzo centrale dell'album con base dubstep, sulla quale la Goulding si lamenta delle promesse di amore eterno non mantenute. Sostanzialmente però convincono tutte le uptempo, come My Blood, Anything Could Happen, Only You. Attenzione però a non sottovalutare le tracce più ritmate, anch'esse infatti nascondono nei loro testi la sofferenza (amorosa e non) che Ellie ha dovuto sopportate in questi anni, in cui è sicuramente maturata. Nonostante ciò, la Goulding sembra affezionata all'immagine di ragazza timida e fragile che trova conforto nella musica e pare non voglia liberarsene, almeno in questo secondo LP.
Nel complesso l'album funziona e risulta solido, mostrando il gran talento di questa ragazza, produttrice, compositrice e scrittrice dei propri pezzi, nei quali, anche in quelli meno "impegnati", sembra sempre metterci l'anima, come ad inserire un pezzo di se stessa in ogni brano che compone.
|