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Come è naturale per ogni grande artista, anche Tori Amos decide quest'anno di pubblicare un suo best of, ma più che altro, come sempre, la Amos sottolinea il suo concetto personalissimo di cosa sia un best of. Tori Amos è sempre stata, sin da bambina, una personalità sui generis. Quando vinse la borsa di studio per una prestigiosa scuola musicale di Baltimora, lasciò tutto a 11 anni perchè non amava dedicarsi alla musica classica, ma preferiva piuttosto il pop, e così da sempre la sua musica pop e il suo pianoforte hanno uno stile assolutamente personale, intimo e un sound che ormai milioni di persone del mondo amano e possono facilmente riconoscere come quello proprio di Tori.
Eccoci quindi arrivati al best of, che è fondamentalmente un percorso di 14 brani totalmente rivisti dalla Amos sotto un altro punto di vista, non troppo lontano dall'originale ma nemmeno così vicino: basta ascoltare Precious Things per rendersene conto. 14 brani che la Amos dice di aver scelto basandosi su alcune chiacchierate fatte nel tempo con diverse persone. 20 anni di musica e 12 album di certo non rendono l'impresa difficile per Tori, ma i grandi appassionati della Amos si renderanno conto, durante l'ascolto, che la scelta dei brani, in fondo, non è stata così tanto facile per lei; infatti non presenziano successi come Cornflake's Girl e Crucify, non sentiamo vibrare le strazianti note di Spark e Yes, Anastasia è praticamente dimezzata rispetto all'originale. E' chiaro che la Amos non vuole rappresentare i suoi successi. Lei vuole raccontare le sue storie, la sua storia, e quindi sceglie brani che raccontano momenti specifici della sua vita parafrasati in parole e melodia ottenendo, come nel suo stile, un racconto degli anni che passano e di come in questi anni si può cambiare il proprio punto di vista sul mondo. In pratica una bellissima autobiografia da godersi appieno.
Tutte le tracce sono state registrare nuovamente con l'ausilio della Metropole Orchestra olandese, prima esperienza di questo genere per Tori, il che rende ancora meglio l'idea, pur sempre sinfonica, che la Amos ha avuto della sua musica in tutti questi anni, parti elettroniche e non. Infine è chiaro che la Amos ha ancora delle pallottole musicali da giocarsi; stiamo qui in attesa di ascoltarle nella speranza che ci riesca ancora a far sognare per molti altri anni a venire.
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