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Peter Broderick
These Walls Of Mine
2012
Erased Tape Records
di Nicolina Di Gesualdo
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Peter Broderick può sicuramente definirsi un artista coraggioso, capace di scelte audaci e coerente nel suo distacco dalla tentazione del “mostro” chiamato banalità.
Nella sua perenne fuga dai cliché musicali in These Walls Of Mine, la sua ultima fatica, rischia però a volte di prendere strade eccessive e troppo audaci (Freyr! e When I Blank I Blank). Broderick, arrancando per brevi tratti, riesce comunque a ritrovare la bussola: Inside Out There e I’ve Tried, infatti, brillano nel mucchio per la loro emotività, grazie ad una cornice ambient/alt-pop fatta di archi e di loop di basso in sottofondo. Anche la title-track è degna di nota e viene divisa in due parti: nella prima Broderick si dedica allo spoken word semplice e appassionato, mentre nella seconda vengono recitate le stesse parole, accostate ad un inaspettato sottofondo rap. Verso la fine poi, con il suono folk di I Do This e il sapore etereo quasi ipnotico di Copenhagen Ducks, il cantautore americano recupera terreno, evitando il rischio di uno smarrimento totale rispetto al precedente lavoro (http://www.itstartshear.com).
Sono indubbie le capacità di Broderick al songwriting e il processo creativo homemade rende l’opera estremamente genuina; These Walls Of Mine, però, appare come il prodotto di un eccesso di personalità, una raccolta di dieci brani che possono adattarsi ad una nicchia forse troppo angusta di ascoltatori. Che sia proprio questo l’obbiettivo dell’artista?
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09/11/2012 -
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