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Se nel 2010 “Baciami Alfredo” finì col rivelarsi una delle migliori produzioni d’esordio in ambito musicale indipendente, “Belli Con Gusto” si candida tranquillamente ad essere uno dei primi cinque dischi più interessanti sfornati in questo 2012 dai progetti gravitanti intorno al circuito alternativo nostrano. Esagerati? Assolutamente no. Come si può non ammirare la trasparenza, la genialità di una band eclettica e fenomenale come quella dei De Curtis? E come si può non lodare la loro capacità di osare, la tendenza spontanea a spingersi sempre un po’ oltre? Difficile del resto trovare dei punti deboli in un gruppo che ha nella tecnica, nell’estrosità, nella sensibilità e nella fantasia i suoi veri perni. È dunque il perfetto equilibrio tra sperimentazione e raffinatezza a rendere impeccabile il marchio di fabbrica dei De Curtis, capaci di non perdere mai un colpo anche quando le dilatazioni sonore si fanno improvvisamente aspre e spigolose. “Belli Con Gusto” è il classico Lp a cui non manca proprio niente e che ha molte cose da insegnare alla miriade di progetti musicali odierni scialbi e poco inclini alla disinvoltura, alla possibilità cioè di allontanarsi da certi schemi alquanto patetici, prevedibili, per non dire codificati.
Nove sono le tracce inedite presenti in scaletta, otto delle quali interamente strumentali ma sviluppate ed arrangiate con una sapienza tale da lasciare a bocca aperta. I pezzi sono infatti stracolmi di suoni frizzanti, di aperture favolose, di fraseggi tanto articolati quanto pregevoli. I ritmi sono prevalentemente elevati, concitati. I brani scorrono benissimo per il semplice fatto di essere spiazzanti, ma non per questo poco immediati. La brillantezza che li avvolge evita infatti di renderli difficilmente assimilabili, e proprio questo aspetto non deve essere affatto sottovalutato. Inoltre non ci sono riferimenti nei rispettivi sviluppi e ciò rende le dinamiche assolutamente avvincenti. Chitarre elettriche e fiati non si pestano mai i piedi, ed anzi sembrano dimostrare di poter convivere aumentando di netto la consistenza delle strutture. Sprazzi di eccelso jazz rock lasciano volentieri il posto ad incalzanti passaggi funk. Ma non mancano tuttavia incursioni post-hardcore, tantomeno digressioni vagamente soul, segno tangibile della notevole preparazione musicale dei singoli componenti.
Plastic Island è l’unico brano cantato incluso nella raccolta, ed è anche il pezzo che va a chiudere il tutto. Si tratta di una canzone decisamente distante dalle composizioni che la precedono, non soltanto in fatto di sonorità, costruzione e ritmiche, ma anche e soprattutto per via dell’accezione alquanto intimista. La voce è di Mae Starr. Proprio la scelta di inserire nell’album una traccia del genere conferma per l’ennesima volta come sia naturale per i De Curtis stupire in continuo, dall’inizio alla fine, senza comunque dare l’impressione di essere artefatti. Nulla qui è forzato. A regnare è la naturalezza, il desiderio di fare qualcosa di sincero e, per fortuna, poco banale. I De Curtis non devono ostentare niente, non è una loro prerogativa. Registrato e missato da Fabio Magistrali nell’abitazione veronese del chitarrista Bruno Vanessi e pubblicato per la Tannen Records, “Belli Con Gusto” è disponibile dallo scorso 25 settembre. Non fatevelo scappare. Fate un piccolo sforzo e cercate di rimediarlo. Sarà retorico, ma in questo caso ne vale assolutamente la pena. Sostenere la musica indipendente italiana è fondamentale, specialmente quando capita di imbattersi in dischi del genere. Dischi che confermano come nel nostro Paese ci sia ancora qualcosa di molto interessante da contemplare e i De Curtis, soprattutto alla luce di questo esaltante ritorno, non possono proprio essere snobbati.
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