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Potente, intensissimo, romantico, umorale. In una parola: perfetto. Mi espongo in maniera inequivocabile: è il disco che ho aspettato per tutto il 2012. Chino Moreno l’ha definito “pesante ma bello”, più dinamico e vario dei predecessori. E, con la benedizione di Chino, aspettiamo solo la consacrazione definitiva dei fan, che certamente non tarderà ad arrivare, per far entrare Koi No Yokan nel già affollato reparto dei nuovi classici targati Deftones. Come al solito, storceranno un po’ il naso gli ultras del suono rock e metal netto e tagliato con l’accetta. Storcano pure quanto gli pare, ai Deftones va senz’altro riconosciuto il merito di aver portato al successo il sound alternative e nu metal con quella purezza originaria che decine di epigoni dalla schitarrata malferma hanno poi smarrito inseguendo la classifica e le ragazzine urlanti. E, dopo vent’anni, Moreno & Co. si concedono il lusso di sberleffare allegramente quanti li davano già per avviati sulla strada senza ritorno dell’inesorabile riciclo di se stessi, sfornando un album superbo in cui - a differenza del pur ottimo Diamond Eyes – la loro dirompente unicità marchia a fuoco ogni singolo brano. Ave, Chino.
Koi No Yokan si traduce con “Love’s premonition”: titolo etereo e sognante che, a fronte di un’opener fiera e possente come Swerve City, ben esemplifica il gioco di chiaroscuri su cui l’album, e in generale la musica dei Deftones, è impostato. In Romantic Dreams è decisivo l’apporto delle basi di Sergio Vega, finalmente ben integrate sia nella composizione che nell’esecuzione dei brani, tanto per non far sentire troppo la mancanza di Chi Cheng, ancora in fase di recupero dopo il terribile incidente del 2008. La splendida Leathers, struggente ed esplosiva, se la gioca con Entombed per la palma di best bit dell‘album. Poltergeist, Graphic Nature, Gauze e Tempest ripropongono i Deftones più rabbiosi e profondi, riequilibrati dalle linee vocali novantiane di Rosemary. Goon Squad presenta un estenuante crescendo che introduce la conclusiva What Happened To You?, una montagna russa sonora ed emozionale in cui le passioni ossessive e distruttive, quelle che fanno male, alla fine hanno la meglio su tutto, divorano sogno e realtà catapultando entrambi in un abisso senza fine.
Un album incredibile, le cui sonorità sembrano scaturire direttamente da forze cosmiche incontrollabili... Che, va da sé, Chino Moreno e soci riescono a domare con classe ed autorevolezza supreme. Hanno ancora tanto da dire e da creare. Buon per noi.
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