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E’ inutile, anche dopo la dipartita dai Simply Red, Mick Hucknall rimane sempre Mick Hucknall: un grande cantante dalla voce calda e suadente che ammalierebbe persino le Sirene di omerica memoria. Con questo album, dal titolo esemplificativo “American Soul”, l’ex frontman dei Simply Red si affaccia sulla scena musicale definitivamente da solista, dopo aver pubblicato già da “single” il primo album “Tribute to Bobby” nel 2008, omaggio al singer americano Bobby Bland, e dopo aver dato l’ultimo addio ai Simply con il “Farewell Tour” nel 2010.
Nel cd sono presenti ben dodici tracce in cui vengono rielaborati brani storici della musica soul e RnB americana particolarmente amati dal cantante, con il chiaro obiettivo – come recentemente sottolineato dallo stesso ‘Curly Red Boy’ di Manchester in alcune interviste rilasciate per radio e tv britanniche- di non farne delle semplici cover, riducendole a delle imitazioni degli originali, ma di personalizzarle ridisegnandole e facendone nuovi abiti adatti alla sua sensuale timbrica. L’album infatti è un lavoro del tutto spontaneo, nato un po’ per caso - durante le prove che Mr.Hucknall faceva per riscaldare la voce – e sicuramente anticipa un prossimo progetto contenente, questa volta, del materiale assolutamente originale. Troviamo così evergreen di Otis Redding, Ray Charles e Etta James – per citarne solo alcuni – proposti in chiave ‘hucknalliana’ o, per dirla in altri termini, seguendo un “hucknall soul” particolarmente libero e morbido in cui la voce dell’artista emerge con tutte le sue splendide peculiarità. Del resto, nonostante il lavoro costituisca una sorta di esperimento con cui il cantante si addentra in nuove acque, questo genere di sound non gli è completamente sconosciuto, ma anzi, gli si addice particolarmente e ha da sempre costituito la sua fonte di ispirazione.
Insomma, per l’ennesima volta Hucknall sfodera tutto il suo talento vocale e la sua passione musicale, concentrandoli in un album “natalizio” più che mai per le sue ballate romantiche e le arie luccicanti. Il coraggio da solista non gli fa deviare il tiro, e l’obiettivo viene centrato: “American Soul” è un ottimo lavoro, elegante e convincente, che merita l’apprezzamento di un pubblico più vasto di quello dei (numerosi) fan, è un album cantato con anima e diretto al cuore e si sente!. Così, finita l’esperienza dei Simply Red, torna ad incantarci con il suo inconfondibile timbro, esplorando sì “nuove acque” ma senza sbagliare il colpo. Bravo Mick, grande coraggio!
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