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La reunion degli Area, storico gruppo rock italiano dei primi anni Settanta, risale al 2010, quando Paolo Tofani, chitarra e voce, Patrizio Fariselli, piano e tastiere, e Ares Tavolazzi, contrabbasso e basso elettrico, tutti e tre membri originali di quella band, decisero di rimettere insieme le loro risorse e di confrontarsi con i gruppi attuali della scena “indie”. Il jazz rock sperimentale degli Area ha ancora molto da insegnare qui da noi e la pubblicazione di questo doppio album dal vivo, intitolato semplicemente Live 2012 non è altro che la conferma di una genialità e di un talento che non sono stati messi a tacere dallo scorrere del tempo. Gli Area hanno reclutato Walter Paoli, ex Bollani Trio, alla batteria, mentre Paolo Tofani ha provato a sostituire il leggendario, compianto, Demetrio Stratos, alla voce, con risultati comunque soddisfacenti.
Il primo cd live contiene tutti, o quasi, i grandi successi del gruppo, a cominciare da La mela di Odessa, dedicata al dadaista Appel che nel 1920 dirottò una nave verso il porto di Odessa. Potrete riascoltare Luglio agosto settembre (nero), un omaggio sentito alla lotta del popolo palestinese, e Arbeit Macht Frei titolo ironicamente tratto dalla famosa scritta “Il lavoro rende liberi” del campo di concentramento nazista di Auschwitz in Polonia. C’è anche una nuova versione di Cometa rossa, impreziosita dalla interpretazione di Maria Pia De Vito, una incredibile vocalist, una special guest di eccezione, che non fa assolutamente rimpiangere Demetrio Stratos. Ascolterete una medley che comprende Gerontocrazia e L’elefante bianco, riproposti con un arrangiamento musicale che parte da un piano jazz, conosce un crescendo rock altamente percussivo per arrivare poi a delle sonorità tipiche dell’Asia Minore. Su Sedimentazione vengono riproposti invece, in rapida successione, tutti i temi musicali che hanno accompagnato il percorso degli Area dal 1973 ad oggi. Il secondo cd contiene solo brani inediti come Encounter 1, 2 & 3, duetti fra sintetizzatori e voce umana con suggestioni orientaleggianti, Trikanta Veena Suite, dal nome della chitarra a tre manici progettata dallo stesso Paolo Tofani e costruita da un liutaio di Cremona, e Canzone di Seikilos, un antico epitaffio del II secolo A.C. , la cui melodia viene riproposto in una esecuzione straordinaria per pianoforte e live electronics. Conclude il disco Aten, una nuova versione di Nefertiti di Wayne Shorter, eseguita dal contrabbasso di Ares Tavolazzi, in un prezioso assolo.
Album da ascoltare, che getta un ponte fra il passato e il presente di questo gruppo straordinario, che ha saputo ripartire dalle proprie ceneri e che ancora è in grado di far sentire la sua voce attraverso un suono visionario e potente, che non conosce margini e confini.
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