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John Cale
Shifty Adventures In Nookie Wood
2012
Double Six Records
di Giancarlo De Chirico
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Dopo le speranze accese dalla pubblicazione dell’E.P. intitolato Extra Playful ecco finalmente -dopo sette lunghi anni di attesa - un nuovo album per John Cale, ex Velvet Underground, musicista raffinato e produttore innovativo ed attento. Vi diciamo subito che da un personaggio del suo calibro era lecito attendersi qualcosa di più, invece il musicista gallese, che da tempo risiede negli Stati Uniti, è stato questa volta tradito dalla sua stessa voglia di sperimentare. Ha scelto infatti come co-produttore del suo quindicesimo disco solista, un artista come Danger Mouse, alfiere della scena hip-hop americana e ha lasciato che la chiave elettronica – da sempre presente nelle sue più recenti composizioni- fosse messa a servizio della musica rap e delle sue ingombranti campionature. Ma John Cale ha comunque voluto mantenere un segno della sua impronta melodica, delle sue storie sofferte e della sua musicalità decadente, con il risultato che questo Shifty Adventures In Nookie Wood risulta una raccolta di frammenti musicali, di non facile codificazione, un album che manca di unità compositiva, che in certe occasioni si rivela bellissimo, in altre decisamente deludente.
Si parte benissimo con il groove di una rock ballad acustica come I Wanna Talk 2 U, un pezzo davvero bene riuscito, che mette in risalto la voce di John Cale e il suo gusto per certi crescendo ritmici mozzafiato. Quando però passiamo all’ascolto di brani come Scotland Yard, Hemingway o ancora la title track Nookie Wood e December Rains, il suono diventa troppo sintetico ed artificiale ed anche la voce di John Cale scompare nel calderone infernale dei filtri elettronici, dei loop e delle campionature. Orrore!
Soltanto nel finale, quando si abbassano i toni ed il volume delle macchine, John Cale torna ad essere se stesso attraverso brani davvero importanti come Living With You e Sandman, che parzialmente riscattano un album che manca di brani da ricordare (appena tre), che intende essere innovativo, ma che a livello compositivo non si rivela all’altezza dei suoi lavori precedenti e della sua giusta fama.
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23/01/2013 -
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