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UT, L'anima prog dei New Trolls
Live in Milano
2012
Aereostella\Edel
di Giancarlo De Chirico
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Dietro la sigla U.T. - che già da sola significa molto per gli appassionati - si nasconde quello che ancora resta dell’anima Progressive dei New Trolls, lo storico gruppo genovese che si impose all’attenzione di tutti nei primi anni Settanta. Uno Tempore è stato il quinto long playing del gruppo, un disco notevole che fu pubblicato nel 1972 e da molti considerato superiore anche al ben più noto Concerto Grosso n°1. All’epoca Maurizio Salvi era appena subentrato a Vittorio De Scalzi, mentre Gianni Belleno, alla batteria, era uno dei membri originari della band.
Sono passati molti anni da allora, i New Trolls si sono sciolti dopo una lunga serie di altri avvicendamenti e divisioni, ma Salvi e Belleno hanno deciso di non far morire del tutto il nocciolo Progressivo di quella esperienza. Sono ripartiti e hanno formato un gruppo che porta il nome di quello storico album. Accanto a loro troviamo nuovi eccellenti musicisti che rispondono ai nomi di Claudio Cinquegrana, alla chitarra elettrica, Fabrizio Chiarelli, al basso e Andrea Perozzi, alle tastiere. Dopo aver pubblicato come UT un album di inediti, Salvi e Belleno tornano sul repertorio storico del 1972 e ci ripresentano una rielaborazione live dei brani di Uno Tempore, mescolati a citazioni tratte da Searching For A Land, doppio album interamente in inglese, che era uscito poco prima di UT. Il concerto da cui è tratto il disco è datato 30 marzo 2012 e ha avuto luogo al Teatro Smeraldo di Milano in occasione della “Notte New Trolls”.
L’album si apre con la riproposta di XXII Strada, con quella introduzione al pianoforte di Salvi che rilegge una composizione di Johann Baptist Cramer prima di trasformarla in un infuocato pezzo di Progressive Rock e di calda Fusion. Seguono brani leggendari come il manifesto del prog-rock intitolato I Cavalieri del Lago Ontario, oppure Nato Adesso e la struggente Chi mi può capire, composizioni che tornano a vivere, che fanno di nuovo capolino da un disco che era stato considerato come l’epitaffio dei New Trolls. Potrete riascoltare anche l’Hard Rock aggressivo di C’è troppa guerra, il pezzo in cui i New Trolls facevano il verso ai Black Sabbath e ai Led Zeppelin. La voce di Salvi non è quella di Di Palo, ma l’emozione è la stessa. C’è una lunga versione di Paolo e Francesca, una love ballad molto soft che è forse il presagio della successiva virata Pop dei New Trolls; sono da segnalare inoltre Lying Here e Bright Lights, tratte da Searching For A Land e due classici come L’amico della porta accanto e Concerto Grosso n°1, rielaborazione da un classico di Bacalov.
Il suono degli UT (antico nome della nota Do fino al XVII secolo) è cibo per la mente e riesce a perfezione nel creare un collegamento ideale con un passato tanto glorioso ed importante. Album indispensabile per quanti abbiano voglia di riscoprire, disco da possedere per quanti non si stancano di ricordare.
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01/02/2013 -
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