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Dopo essersi lasciato alle spalle l'esperienza con i The King Blues, punk rock band londinese fondata nel 2004, Jonny “Itch” Fox torna con un nuovo EP prodotto dall'etichetta indipendente Red Bull Records. Il titolo, ”Manifesto Pt.1:How To Fucking Rule At Life, preannuncia il contenuto del disco. Le quattro tracce che compongono l'Ep parlano della vita dell'artista, della collera verso la classe politica londinese e della falsità imperante a Los Angeles. Proprio nella città californiana Itch ha passato gli ultimi due anni scrivendo e producendo un lavoro che potremmo definire un ponte tra il suo passato con i The King Blues, caratterizzato da sonorità più legate allo ska e al punk, e un presente/futuro indirizzato verso la fusione tra hip hop, dubstep e reggae. Le canzoni sono un vero e proprio flusso di coscienza dell'autore, attraverso le quali manifesta tutta la sua rabbia e disillusione. Caratterizzata da venature techno e hip hop, London is Burning, è l'esempio principe di questa ira. Se già i Clash, nel '79, con London Calling si scagliavano contro il potere o i metodi poco ortodossi della polizia inglese, Itch, con le sue rime, sembra volerci riportare alla mente l'immagine di una Londra che noi tutti abbiamo negli occhi: quella dei riots del 2011. Anche Spooky Kids è un mix tra sonorità hip hop e dubstep che ricorda i suoni creati da Skrillex. L'andamento ripetitivo della canzone, tramite l'utilizzo di una ritmica martellante e la ripetizione quasi ossessiva del ritornello, servono per dare all'ascoltatore la sensazione di corpi in movimento come suggerisce il testo della canzone. True, titolo ironico, riflette invece il pensiero di Itch circa la finzione e ipocrisia che caratterizza Los Angeles e i suoi abitanti. Lo sviluppo della canzone è basato su sonorità più vicine al passato dell'artista per poi sfociare nuovamente, nell'ultima strofa, in un crescendo di rabbia, in un mix di dubstep e punk. Bruises è il brano che meglio ricorda le sonorità dei The King Blues e il passato di Itch. Sono ravvisabili le classiche sonorità reggae e ska che accompagnano la canzone dal contenuto fortemente autobiografico e che vede la partecipazione di Tim Armstrong, voce dei Rancid. Il lavoro è nel suo insieme caratterizzato da tematiche già presenti nei lavori passati di Itch che ha però dalla sua l'introduzione di sonorità nuove e attuali che sicuramente lo avranno influenzato durante la sua permanenza losangelina. In ultimo sono da sottolineare il progetto grafico dietro la copertina dell'Ep, disegnata dall'illustratore e street artist Tizer One, e la produzione di video clip nei quali le rime dell'artista, grazie alla grafica, sono in primo piano proprio a sottolineare la volontà di Itch di far arrivare il suo messaggio forte e chiaro.
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