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Un colore vintage dal sapore nettamente londinese, armonie vocali - in cui si intrecciano in un’interessante contrasto le voci di Roxanne Clifford e James Hoare – e melodie estremamente orecchiabili, questa la ricetta di base di Veronica Falls (Bella Union 2011) primo album dell’omonimo quartetto londinese, e possiamo dire anche del loro nuovo Waiting For Something To Happen, uscito sempre per Bella Union lo scorso 5 febbraio. Certo i <>Veronica Falls non sono stati di sicuro ad aspettare che qualcosa accadesse, ma hanno fatto in modo di renderlo possibile, con un disco che per molti versi non si discosta dal precedente, anzi non se ne discosta proprio, se non per un generale ammorbidimento delle melodie – se è possibile dire questo riferito a un disco come Veronica Falls che di rock aveva già poco o niente – e una maggior attenzione all'omogeneizzazione.
L’apertura con Tell Me è buona, coinvolgente e ci presenta subito la struttura base delle 13 canzoni di questo disco: batteria moderatamente incalzante, cori, linee vocali sempre calibrate al millimetro, chitarre che giocano a rincorrersi e nel complesso un sound che potremmo definire con brutte parole inglesi come “catchy” o “easy-listening”, o semplicemente in italiano direi accattivante in modo “furbetto”. Ogni traccia porta sempre un passo in più all’interno di un territorio bilanciato, studiato, accogliente e rassicurante, non ci sono dissonanze, non un’incrinatura, niente passi falsi; i ritmi si fanno più sostenuti per poi rallentare di nuovo e così via; gli ammiccamenti pop si moltiplicano, e il risultato sono pezzi come Teenage, la title-track Waiting For Something To Happen o Everybody’s Changing, che danno brio all’andamento del disco che sarebbe altrimenti forse un po’ monotono. In Veronica Falls c’era per lo meno un episodio, certo isolato e, forse, anche un po’ fuori contesto, che però attirava sicuramente l’attenzione; era esattamente la traccia numero sette, Beachy Head, in cui i quadro ragazzi si mettevano alla prova con un po’ di sano psychedelic rock anni Settanta, peraltro con un buon risultato. Varrebbe forse la pena in futuro di percorrere anche quella via, per evitare di ripetersi, e sulla lunga distanza di diventare una copia di sè stessi muovendosi su un terreno protetto ma rischiando di annoiare l’ascoltatore.
Ma non raccontiamoci storie: Waiting For Something To Happen è un album che conferma il carattere e l’attitudine dei Veronica Falls, un bel disco che fa ben sperare, anche se in fin dei conti non si sposta dai confini tracciati con il loro lavoro precedente. Diamogli ancora una chance prima di iniziare a preoccuparci!
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