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Nella vita così come nella musica... L'impeto creativo, lo slancio compositivo di Mark Oliver Everett, anima feconda e imperitura degli Eels, si è da sempre nutrito di istanti modellati parafrasando la sua stessa esistenza. Wonderful, Glorious, decimo album della produzione targata Eels, prende vita a tre anni di distanza da Tomorrow Morning, conservando parte di quello che lo spirito stilistico di Mr. E ha edificato negli anni.
Questa volta è in uno studio di registrazione, ribattezzato “The Compound”, lontani quindi dal consueto scantinato casalingo, che viene generata la nuova creatura musicale e a far da contraltare alla figura di Everett ci sono The Chet e P-Boo alle chitarre, Kool G Murder al basso e Knuckles alla batteria. Nell'album, pregno di sfumature blues-rock, è percepibile una leggerezza di stile e di contenuti maggiore rispetto al passato, una certa attitudine alla combattività liberatoria ravvisabile sia a livello strumentale che testuale. Permane invece la rivudezza disinvolta, la vocalità roca e intensa di Mr. E, l'inclinazione all'acidità di riff e alcuni istanti di lieve e impercettibile malinconia melodica. Lo stile Eels muta dunque e allo stesso tempo rimane uguale a se stesso, mentre è quasi possibile riuscire a cogliere l'energia di Souljacker, le urla da licantropo di Hombre Lobo, la struttura nevrotica e non pianificata di Shootenanny! e una rivisitata urgenza stilistica e compositiva vicina alle inclinazioni ritmiche ed emotive di Electro-shock Blues. Freschezza e vigore negli arrangiamenti (Bombs Away, Bombs Away) si mescolano a ritmiche sghembe e virali (Peach Blossom, Wonderful, Glorious, New Alphabet), inseguendo sonorità laconiche e “polverose” (On The Ropes), attimi lisergici (Open My Present) e spleen melodici (The Turnaround, True Original).
Wonderful, Glorious è in definitiva lo specchio del cambiamento del suo stesso creatore, il riflesso di due facce della stessa medaglia, diverso e uguale al contempo, dallo stile sicuramente riconoscibile e lontano dalle lacerazioni fascinose dei primissimi lavori, ma realizzato sempre con quel gusto personale e così intimamente reale da riuscire a lasciare il segno.
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