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My Bloody Valentine
Mbv
2013
Autoprodotto
di Fernando Rennis
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Li stavamo aspettando da ormai troppo tempo, a ventidue anni da Loveless e a sei dalle prime indiscrezioni di Kevin Shields. La notte del 3 febbraio si è consumata un piccolo grande rito di massa da quando sul sito ufficiale dei My Bloody Valentine si è attivato il link dal quale poter ascoltare e comprare il loro nuovo album. Premere Play e lasciare scorrere Mbv è un mix di sensazioni indescrivibili, un po' come rivedere la persona della quale ti eri innamorato perdutamente e di cui hai perso le tracce per troppo tempo, come ritornare in quei luoghi che hai fatto tuoi e che tali resteranno per sempre nonostante le rughe e tutti i solchi che la vita ti lascia dentro, come quelli che lascerà la puntina sul vinile di queste nove tracce che segnano il ritorno discografico e, notizia di questi giorni, al live di una delle band cardine della musica contemporanea.
She Found Now è una coltre di chitarre dalle quali emerge il cantato sospirato di Shields (autore di tutti i brani), che si dispera per quella che poteva essere l'unica della sua vita. La stessa dilatazione di suoni si ripresenta in Only Tomorrow, ma stavolta a sorreggere le distorsioni c'è una ritmica più netta ma pur sempre aperta, quasi a far scendere la notte che viene citata nel testo per aspettare il domani che porterà l'amore. Non c'è spazio per ciò che non sia pura emozione e calci al cuore e la pioggia di Who Sees You è la testimonianza più chiara. Si chiude così una prima parte che non ti uccide, ti lascia soltanto agonizzante col cuore in mano, pronto al colpo finale.
Is This And Yes è il ritorno ai paesaggi indefiniti di inizio album e ovviamente, in un'alternanza perfetta tra momenti più sostenuti e pause oniriche, è seguita da If I Am che a sua volta sfocia in New You. Questa seconda parte è forse meno impressionante rispetto alla prima ma pur sempre devastante emotivamente parlando.
L'ultima parte è il colpo finale di cui si parlava prima. In Another Way è l'arcobaleno dopo il temporale, non lo puoi toccare ma puoi andarci vicino quanto basta per sentirti vivo, Nothing Is è la coda in chiave noise che meglio descrive questa scena. Il colpo è arrivato: Wonder 2 è l'ultimo respiro prima che il cuore si fermi, in mezzo alla pioggia, l'ultimo capolavoro di questo estatico tormento targato My Bloody Valentine.
Mbv vale certamente tutto il tempo che ci ha messo a farsi desiderare, è un discorso lasciato a metà che viene completato e rifinito, concettualmente e soprattutto musicalmente, con frasi chitarristiche più accentuate e post-produzione che valorizza al massimo il lavoro di scrittura. Altro da aggiungere sarebbe davvero superfluo, basta chiedere a tutte quelle persone che quella notte di febbraio erano li, davanti al pc, pronte ad immergere le proprie sensazioni in un mare di shoegaze.
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15/03/2013 -
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