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«The Terror (inteso come il terrore) è, adesso lo sappiamo, ciò che, persino senza amore, fa andare la vita avanti... andiamo semplicemente avanti... non c'è eutanasia». Con queste parole, Wayne Coyne, leader di uno dei gruppi più longevi della scena alternative rock americana, i Flaming Lips, descrive il significato celato dietro la scelta del titolo del loro nuovo album. Basta questo per capire che quello che si ha davanti non è il “solito”, si fa per dire, lavoro dei Flaming Lips, ma che al suo interno dovremmo fare i conti con il dolore e la paura.
The Terror è il tredicesimo album in studio per la band di Oklahoma City e arriva a quattro anni di distanza da Embryonic. The Terror è, a tutti gli effetti, un prolungamento del disco del 2009 che sanciva la rottura con i lavori precedenti, tramite le tinte dark e cupe dei brani, e innestava al suo interno quella fase embrionale di metamorfosi che giunge, con questo nuovo lavoro, al suo compimento. Alla frammentarietà, dovuta alla fase d'assestamento, di Embryonic si arriva ora a un sound nuovo, nel quale i Flaming Lips si muovono con piena padronanza.
The Terror è stato prodotto da Wayne e soci e dall'ormai storico collaboratore, Dave Fridmann, ai Tarbox Road Studios. Primo album ad essere pubblicato dalla Bella Union, dopo le esperienze passate con la Restless e Warner Bros Records, The Terror è anche l'istantanea di un periodo difficile di due membri del gruppo, un divorzio per Wayne e la temporanea ricaduta nella tossicodipendenza per Steven Drozd, che hanno sublimato il loro dolore nelle nove tracce che lo compongono. Va detto, però, che nei quattro anni che separano i due lavori, la band, non è rimasta ferma. Tra progetti paralleli, Strobo Trip e la sua I Found A Star On The Ground di ben sei ore, la cover dell'intero The Dark Side Of The Moon e collaborazioni varie con artisti come Yoko Ono, Bon Iver e Nick Cave, i Flaming Lips hanno continuato a sperimentare su più versanti. Sembra però che con The Terror abbiano esplorato seriamente “il lato oscuro della luna”, con sonorità cupe, profonde e tenebrose. Il disco fa pensare proprio a un concept album e per coglierne le sfumature e la bellezza va ascoltato nel suo insieme, come un viaggio interiore nei propri angoli bui. Se dovessimo pensare a dei temi, questi sarebbero certamente il dolore e la paura, che in The Terror, si sposano con più aspetti della vita: dall'amore ai fallimenti personali. Sun Blows Up Today, il primo singolo, non presente nell'album, nulla ha a che vedere con le altre tracce, dato che la batteria, le chitarre e le percussioni ricordano il sunshine rock californiano, ovviamente “sporcato” dallo stile psichedelico del gruppo. Il disco vero e proprio si apre con Look... The Sun Is Coming che, con il suo andamento ipnotico, come in Turning Violent, e la voce di Coyne in lontananza, introduce le sonorità che caratterizzano il resto del progetto. Si prosegue con Be Free, A Way con il synth che dà alla base un senso di movimento frenetico, in completa antitesi con la cadenza ripetitiva della voce. C'è spazio solo per sonorità, sì “spaziali” come vuole la loro tradizione musicale, ma tinte di oscuro, proprio come in You Lust in coppia con i Phantogram o The Terror, il cui verso “The terror is in our heads, They don't control the controls” racchiude in sé il messaggio dell'album. Magnetica You Are Alone, grazie al synth e alla miriade di suoni elettronici inquietanti. Con Butterfly, How Long It Takes To Die, tramite le note del piano e dell'immancabile synth, e Always There...In Our Hearts, più rock con le chitarre elettriche e la batteria che ravvivano la base, ci troviamo immersi nella coscienza amara dell'autore nella quale possiamo specchiare la nostra.
The Terror è un album sulla consapevolezza, che spesso può essere dolorosa ma che può aiutarci a risalire e spingerci verso un nuovo inizio. Sarà un caso, ma nell'edizione inglese dell'album, la bonus track è una eterea e toccante cover di All You Need Is Love dei Beatles. “No one you can save that can't be saved, it's easy, All you need is love” intonava John Lennon.
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