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Da John e Yoko, a Lee e Nancy passando per Kurt e Courtney, la storia della musica è piena di coppie alle quali oggi si aggiungono, almeno sul piano meramente musicale, Adam e Binki. Lui lo conosciamo bene, è Adam Green, enfant terrible della scena newyorkese. Green, con alle spalle una carriera iniziata da adolescente insieme a Kimya Dawson, amica d'infanzia con la quale fondò The Moldy Peaches, conosciuti ai più per la canzone Anyone Else But You inserita nella colonna sonora di Juno, e una carriera solista nella quale alterna cantautorato folk intriso di ironia, alla pittura e alla regia - come dimostra The Wrong Ferrari, pellicola interamente girata con l'ausilio di un I-phone al quale hanno partecipato tra gli altri Pete Doherty e Macaulay Culkin - si è saputo imporre come autore talentuoso e di difficile etichettatura. Binki Shapiro, sicuramente meno famosa al grande pubblico, è l'ex cantante dei Little Joy, band fondata dal batterista degli Strokes, Fabrizio Moretti, scioltasi dopo un solo album.
I due avevano dato il primo assaggio della loro collaborazione lo scorso anno, pubblicando un'EP di soli tre brani, intitolato Fall, al quale ha fatto seguito l'album che prende il nome dalle iniziali dei due artisti AG & BS. Prodotto da Noah Georgeson per la famosa etichetta indipendente americana Rounder, l'album è intriso di sonorità che ricordano fortemente gli anni '50 e '60 senza mai però sembrare caricaturali. Il lavoro è misurato, raffinato e potente, sebbene percorso da una delicatezza di melodie che trasportano l'ascoltatore in un'altrove sognante. I duetti sono perfetti nel bilanciamento della voce baritonale di Green con quella eterea di Binki e gli arrangiamenti sembrano attingere dal lavoro dei grandi produttori e musicisti che hanno fatto grande la storia della musica statunitense degli anni '60. Canzoni come Casanova e Just To Make Me Feel Good, il cui inizio sembra un omaggio a 'Heroes' di David Bowie, ricordano i suoni del Wall of Sound di Phil Spector alleggeriti però della pesantezza delle melodie, caratteristica dei brani delle Ronettes e Shirelles. Here I Am, brano che apre l'album, con quell'inizio corale e la chitarra acustica fa pensare al Cat Stevens della colonna sonora del meraviglioso film del '71 di Hal Ashby, Harold & Maude. Nell'album non ci sono solo duetti. Alcune canzoni vedono la presenza vocale della sola Binki, come ad esempio, If You Want Me To o Don't Ask For More, dove la scrittura di Green regala alla giovane cantante la possibilità di dimostrare appieno il suo valore di raffinata interprete accompagnata da melodie costruite da una coralità di strumenti che ne esaltano la bellezza. In Pleasantries ci troviamo di fronte ad un duetto in stile Cash/Carter fatto di botta e risposta accompagnati dalla chitarra, alla quale fa da eco il suono dei flauti che conferisce al pezzo una ulteriore leggerezza. Per finire, troviamo What's The Reward, costruita su due tempi che differenziano le parti cantate da Binki da quelle caratterizzate da un rallentamento del tempo musicale che spettano a Green per poi trasformarsi in altro ancora a metà del brano, dove la melodia è un misto tra gli arrangiamenti psichedelici dei Tame Impala e la colonna sonora di un film francese della fine degli anni '60. Chiude l'album Nighttime Stopped Bleeding, brano più cupo e malinconico che ci riporta alla mente le composizioni più toccanti di Lee Hazlewood.
AG & BS è un album bellissimo, pieno di attenzione anche verso il più piccolo dei dettagli e che nasconde dietro l'apparente semplicità un grande lavoro compositivo sebbene risulti all'ascoltatore delicato come una carezza.
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