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Motorpsycho
Still Life With Eggplant
2013
Stickman / Spin-Go
di Giuseppe Celano
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E’ davvero difficile parlare dei Motorpsycho, sono passati quasi venticinque anni dal loro esordio e nel frattempo la band di Trondheim ha virato continuamente verso sentieri tortuosi, alcuni così lontani dal loro stile che in alcuni momenti sembrava avessero perso l’orientamento. Ciò che non hanno mai perso di vista è la voglia di non ripetersi, accettando la sfida insita nel cambiamento, scegliendo la rivoluzione interna e afferrando ogni possibile occasione per rinnovarsi. Nessuno ha mai saputo cosa aspettarsi veramente da ogni loro nuova uscita e questo non può farci che piacere.
Negli ultimi anni sono tornati a fare ciò che gli riesce meglio: lunghe jam psichedeliche che sembrano avere le sembianze del classico song-like format ma che nascondono un intricato mondo policromatico. Anche Still Life With Eggplant non si sottrae a questa regola. Cinque composizioni, più o meno lunghe, che lambiscono l’hard rock dei Black Sabbath e Deep Purple ma flirtano anche con melodie altre fondendosi alla perfezione fra loro. È August a racchiudere tutti questi elementi in un intreccio di chitarre arpeggiate dalla melodia inaspettata che nella sezione centrale lascia esplodere la chitarra di Snah proiettato in un solo inarrestabile. Nel caso di Ratcatcher assistiamo a 17 minuti di cristallina grana psicotropa (come nei momenti migliori di Little Lucid Moments) durante cui tutte le loro esperienze musicali si fondono nella sezione centrale. Kenneth sfoggia un drumming avvolgente che non molla mai la presa e si presta alla perfezione per queste cavalcate lisergiche. Partendo dalla sistematica confusione centrale, la band s’avvia lentamente verso il riff iniziale attraverso una serie di piacevoli ghirigori mai fini a se stessi. I Motorpsycho ci hanno sempre regalato muscolari pièce de résistance e delicate ballate in cui la melodia (obliqua) la fa da padrona. Barleycorn (Let It Come/ Let It Be) è un calzante esempio in cui appaiono tutti gli elementi del pop (periodo Let Them Eat Cake/ It’s A Love Cult) egregiamente arrangiati, facili da assimilare ma dalla struttura estremamente complessa e dall’equilibrio perfetto. Mai stanchi di stupire e di scrivere canzoni dal polso fermo ma capaci di cullarti con una dolcezza che solo i forti hanno, Snah, Kenneth e Bent, (quest’ultimo davvero in perfetta forma) sfornano The Afterglow, ballata di chiusura di rara bellezza.
Checché ne dicano i detrattori, i Motorpsycho si confermano una band viva e fresca che ha ancora molte cose da dire, evitando di lasciarsi trascinare dall’effetto-scia del mainstream e mantenendo una coerenza a cui molti dei loro colleghi possono solo agognare.
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12/04/2013 -
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
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