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L’Altoparlante festeggia i suoi dieci anni di attività con una nuova piattaforma di promozione discografica e radiofonica, e mentre gli artisti proposti, noti o emergenti, guadagnano visibilità grazie alla condivisione dei videoclip, l’agenzia prosegue nella realizzazione di compilation che raccolgono i singoli migliori e più originali di cantautori e band inserite nel suo roster. E’ ora la volta di ”Libera Veramente Vol. 4”, una panoramica del caleidoscopico universo indie rock e cantautorale italiano da scoprire traccia per traccia. Si parte con Asti Est, incalzante brano in bilico tra folk e jazz interpretato da Zibba e i suoi Almalibre con Eugenio Finardi, “Come Il Suono Dei Passi Sulla Neve”, l’album da cui il brano è estratto, ha visto altre collaborazioni prestigiose ed è stato insignito della Targa Tenco 2012 per il Miglior Album (a pari merito con “Padania” degli Afterhours). Sopravviverete tranquillamente anche senza il brano di Simone Cristicchi (un peccato, perché la tematica, la disinformazione nel sistema mediatico moderno, avrebbe meritato un arrangiamento meno meccanico e insipido). Rubens, con la collaborazione degli amici Sud Sound System, di cui già era stato ospite, confeziona Mai Come Ora, un brano pizzica-rock divertente, ma un po’ manieristico, che sostanzialmente non dice molto di nuovo rispetto a quanto già introdotto dalla scatenata band salentina nel panorama folk-rock.
Si cambia decisamente registro con l’inarrestabile Giorgio Faletti, showman, scrittore e ora anche musicista: la sua Nudi è un delicato quadretto sul senso di vuoto e smarrimento che si insinua tra un uomo e una donna dopo una notte trascorsa insieme. Molto carina Mi Sono Perso a Zanzibar di Nicolò Carnesi, altro esordiente da tenere d’occhio: un rilassato riffing dal sapore vagamente roots celebra il saper vivere lentamente, godendosi la vita e le persone che si incontrano. Le qualità di Andrea Mirò non si discutono, e la brava cantautrice piemontese le riconferma duettando in Senza Che Nulla Cambi con Dargen D’Amico, che offre un contrappunto preciso e pulito alla voce profonda e raffinata di Andrea. Folli e geniali come sempre i sardi Sikitikis di Col Cuore In Gola, a cui segue una delle perle di questa compilation: Mane e Mane di Enzo Avitabile feat. Daby Touré, un gioiellino dialettale che resta impresso per il suo arpeggio tenue e volatile. Il brano è inserito, oltre che nell’album “Black Tarantella”, vincitore della Targa Tenco per il Miglior Album Dialettale, anche nella colonna sonora di “Enzo Avitabile Music Life”, docu-movie diretto da Jonathan Demme e presentato al Festival del Cinema di Venezia. Altro pezzo che non passa inosservato è quello dei Nobraino, Tradimentunz, in cui la band abbandona il sound folk-rock che gli è più congeniale per sperimentare arrangiamenti più melodici e vicini all’alternative rock, con un risultato davvero convincente.
Ritmata e vivace La Sirena del Po di Daniele Ronda, giovane cantautore di belle speranze giunto ormai al secondo album. E’ poi la volta di Paletti, ex bassista e cantante degli R’s, con la sua Senza Volersi Bene, sonorità limpide e definite accostate a riflessioni intime e inconfessabili sulla relazione di coppia: brano dal sapore agrodolce e vagamente psichedelico, con l’unica pecca di essere abbinato a un pezzo, anch’esso individualmente molto valido, ma fin troppo simile, Il Ragazzo in Motocicletta di Dellera, bassista degli Afterhours di cui è evidente la solida militanza rock. Davide Berardi, Eugenio Bennato e Mario Rosini riscoprono la tradizione popolare in Ninnarella. Ma a portare una ventata d’aria fresca ci pensano i giovani Management Del Dolore Post-Operatorio con Irreversibile. Il quartetto abruzzese gioca su ritmi precisi e spigolosi sconfinando in un punk di denuncia ferocemente ironico e teatrale. Poetica e morbida Però Quasi di Freak Antoni, Alessandra Mostacci e Luca Carboni, il cui testo è tratto non a caso da un componimento di Enrico Dignani. Si colloca nel solco dei cantastorie malinconici anche Daniele Celona con la sua Starlette, piccola storia tristemente condivisibile in questi tempi di sentimenti di plastica e sogni preconfezionati.
La giovane Ketty Passa confeziona il suo Ultimo Tango mescolando classicità e sperimentazione elettronica nello stile già reso noto dai Gotan Project Radio Varsavia è il brano dei Bad Black Sheep, giovane band vicentina che sfodera un rock emozionale, riflessivo e robusto per uno dei momenti più intensi di questa compilation. Grande classe, come sempre, per gli Avvolte: in Per Essere Viva, quasi un racconto noir in cui chitarre vellutate e voce graffiante si alternano in un sottile e graffiante duetto, la band racconta il tema attuale e drammatico della violenza sulle donne. Abbiamo poi un altro giovane promettente, il valdostano Leon: Nel Gin gioca su una serie di armonie disallineate e disarticolate che riflettono un messaggio di disillusione. Ecco infine la junk music di Capone & Bungtbangt con Around The World e l’inconfondibile tromba di Roy Paci in El Chupitero dei Kachupa. Un viaggio alla scoperta della musica italiana che usa cuore e cervello, a dimostrazione che il Belpaese non è solo Sanremo.
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