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On And On
Give In
2013
City Slang / Sunnybit
di Giancarlo De Chirico
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Dopo essere sopravvissuti allo scioglimento degli Scattered Trees, Nate Eisland, Alissa Ricci e Ryne Estwing, musicisti originari in parte di Chicago, in parte di Minneapolis, hanno deciso di concedersi una seconda opportunità sulla scena indie e hanno continuato a fare musica prendendo il nome di On An On. Si sono affidati a Dave Newfeld, già produttore dei Broken Social Scene, per il loro album d’esordio e dobbiamo dire che questo Give In risulta una piacevole sorpresa.
L’iniziale Ghosts è carica di atmosfera e i sintetizzatori esaltano le linee melodiche del brano , invece di azzerarle. L’elettronica convive con degli accenni più tipicamente pop e con un drum beat talvolta esaltante, come nel caso di The Hunter, uno dei brani più rappresentativi dell’intero disco. C’è spazio anche per momenti più riflessivi, più intimi, ben condensati su All The Horses, un brano che merita una segnalazione grazie a quegli interventi vocali sovrapposti, a quei cori davvero intriganti che emergono da un substrato elettronico malinconico e sognante. Un dream pop di buona levatura che si lascia apprezzare anche su brani davvero ben disegnati come American Dream, Cops e Panic. La voce di Nate Eisland è più caratteristica rispetto a quella degli altri due componenti del gruppo e ricorda molto, nelle tonalità e nell’estensione, quella di Bono degli U2, mentre a livello più generale l’approccio musicale degli On An On non è affatto distante dal suono degli Arcade Fire.
La forza ed il carisma di un disco come Give In risiede nella sua capacità di far sognare chi ascolta, di far viaggiare la mente il più lontano possibile, in un territorio da inventare ogni giorno. Un album realizzato in un particolare stato di grazia, con delle vibrazioni trip hop che affiancano l’elettronica e con un impianto melodico che è invece più tipico del nuovo pop-rock inglese. Un disco da ascoltare e una nuova band da seguire con attenzione.
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06/05/2013 -
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