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La musica house è sempre stata una sorta di mistero per me, non l'ho mai veramente capita fino in fondo e ancora oggi mi chiedo il perché del suo incredibile successo; è infatti certo che si possa ascoltare in qualsiasi locale del mondo, almeno quello “occidentalizzato”, diciamo così: la si ascolta ad Ibiza nelle discoteche più importanti, nei club più alla moda di Milano e anche al bar Sport di Spercenigo quando alle sette di sera si tolgono le brioche avanzate dal mattino per far posto alle patatine, si scopano fuori i vecchietti del paese per far entrare giovani e meno giovani, ma tutti cool, e via di spritz e aperitivi vari. Ogni locale sa che un bel cd house piace a tutti, o forse è meglio dire che non dispiace a nessuno, ed il successo e il divertimento degli avventori è assicurato. L'house ha perfino tenuto botta all'incredibile successo mondiale della dance di gente come Bob Sinclair, o della deriva elettronica di Skrillex, mica male!. Fondamentalmente credo che il successo dell'house sia dovuto alla sua base semplice e diretta, alla metrica precisa, il 4/4 secco e un bel po' di bpm che la rendono fatta per far ballare chiunque (nasce dal funk infatti, mica un caso) ma c'è anche una grande armonia di melodie che riescono a creare una situazione, un ambient, molto piacevole, basta solo abbassare un po' il volume. Regole precise dalle quali ci si discosta a fatica ma, convenevoli a parte, il disco di oggi ha una sua identità ben precisa.
Veniamo al dunque: ”All Right in Amsterdam” è una raccolta di dieci pezzi raccolti dall’etichetta Rule 5, edita in Italia da Antibemusic, collaborazione questa che propone una house molto funky, soul e disco, spirito e intenzione che emergono nelle sonorità dei vari pezzi, tutti, o quasi, con la loro personalità spiccata: Where's The Party è l'esempio funky perfetto, un gran bella base di dj Fopp e la voce calda di Kareem. Infinity invece con il suo piano e le atmosfere più ariose mi ricorda Love Boat, la serie tv di qualche tempo fa, più per le atmosfere che per la sigla, ed il fraseggio di tastiera mi fa pensare a cocktail giganti e super colorati e alle camicie con le spalline! Invece Musica di Iñaky Garcia, vuoi per il ritmo un po' tribale vuoi per lo xilofono, mi ricorda una versione remix house della Sirenetta. Si trovano però anche brani forse meno evocativi e più “classici” come Fire, dove spicca il fraseggio del piano, o Minimal Disco, forse uno dei pezzi più rappresentativi del segmento house funky, soul.Molto bello e moderno, qualsiasi cosa voglia dire, anche il loop troncato di Deeping. Un buon disco in sostanza, che è piaciuto a me che non sono un amante del genere house ma che apprezzo molto il funky invece, che piacerà sicuramente agli appassionati di house, e che altrettanto sicuramente non dispiacerà a nessuno. Se avessi un locale, lo comprerei subito, lo farei suonare durante l'orario aperitivo, e per un'ora abbondante sarei a posto!
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