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Nuovo album per Fausto Rossi, un songwriter italiano di grande pregio, conosciuto in passato come Faust’O. Artista sensibile e poco incline ai compromessi, Fausto Rossi è sempre rimasto volutamente ai margini della scena discografica e dei circuiti mediatici. Personaggio schivo e sfuggente porta con sé un dono: quello di saper scrivere canzoni e scusate se è poco, considerati i “tempi vuoti” come quelli che stiamo vivendo, parafrasando il titolo di Blank Times, il disco che vi stiamo presentando.
Dopo quasi undici anni di silenzio ed il ritorno con Becoming Visible, un album eccellente, in parte elettrico, in parte acustico, uscito nel 2009, c’è stata la parentesi decisamente troppo umoristica e sperimentale di Below The Line, nel 2010. Adesso Fausto Rossi sembra voler tornare però alla forma canzone, quella che gli riesce meglio, e ci regala ballate davvero belle e toccanti come Il vostro mondo, Tu non lo sai e Stars, in un disco infarcito di blues acustico e di arrangiamenti psichedelici. Molto belle anche The Hill, suo personale tributo all’epopea dei Beatles, e I Write Aloud, un pezzo eminentemente autobiografico, in cui Fausto racconta se stesso, il suo rapporto viscerale con la musica e con le sue canzoni, che sono ragioni di vita e non di scambio commerciale.
Il disco contiene brani eseguiti sia in italiano che in inglese, ma ogni elemento è dosato con tanta sapienza che la cosa non influisce sull’unità compositiva dell’opera. Da segnalare ancora il blues di Can’t Explain, carico di amarezza e di disillusione, la stessa che dà voce a Non ho creduto mai, un altro brano che riassume la poetica un po' decadente, ma sempre di grande spessore artistico di Fausto Rossi, una voce che riesce ancora a parlare all’anima, un artista fuori dal coro. Da ascoltare.
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