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Iniziamo dalle conclusioni: “Ultima Necat” è un’opera incendiaria, infernale, carica di malessere e cervellotica, quindi dovete avvicinarvi con cautela. Questo trio svizzero infatti, formato da Philippe Henchoz (chitarra, voce), Diego Göhring (basso) e Michael Bedelek (batteria), rovescerà su di voi colate laviche, corvine e potenzialmente velenose di suoni per tutte le nove tracce che compongono il disco, a partire dall’apripista About To Despair. Il cantato è quasi impercettibile (Little Wolf) e, nei minuti finali di Nothing Else Mattered, scompare del tutto lasciando la scena a violente schitarrate e a veri e propri tornado di batteria, in perfetto stile Nirvana. I Ventura, per l’appunto, devono moltissimo al grunge anni ’90 e, più in generale, a tutto il rock alternativo di quegli anni; in mezzo a suoni duri e spigolosi, però, questi ragazzi di Losanna riescono a ritagliarsi spazi melodici, morbidi, in cui sfogare un’attitudine onirica carica di speranza (Body Language), per poi tornare ad immergersi nel vortice iniziale che odora di post-sludge e vaga tra suoni muscolari e scenari apocalittici.
Il loro rock, fortemente incentrato sull’uso delle chitarre, persiste anche nelle tracce successive (Amputee, Corinne) caricandosi ulteriormente di rabbia e di frustrazione, espresse al meglio dall’uso massiccio della distorsione e da una sovrabbondanza di rumori in sottofondo. Nelle tracce conclusive, la corsa sfrenata verso il male rallenta e non rimane che percorrere un tratto di strada in discesa, tra riff meno ossessivi e brani più emotivi, dove i Ventura arrivano perfino ad abbozzare delle melodie (Very Elephant Man, Exquisite and Subtle). “Ultima Necat” è, dunque, un album chiassoso, quasi privo di liriche, aggressivo; un album dove gli equilibri razionali vengono rotti fin da subito (o, più semplicemente, non sono mai esistiti) senza però lasciare nulla al caso, a cominciare dall’omaggio a Seneca contenuto nel titolo dell’album (Omnes feriunt, ultima necat/ Tutte feriscono, l’ultima uccide) che ne preannuncia letteralmente il contenuto.
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