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John Surman
Saltash Bells
2012
ECM
di Chiara Felice
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Sono passati quasi vent'anni dall'ultimo album solista di John Surman, musicista che vanta collaborazioni importanti (da Gil Evans a John McLaughlin, passando per Ronnie Scott) e che trova nelle jam session una delle condizioni imprescindibili per poter esprimere la propria creatività, sia che questa si manifesti attraverso il suo sassofono, il clarinetto basso, piuttosto che il sintetizzatore. Se da un lato la sua naturale inclinazione sembra essere quella dell'improvvisazione negli ambiti jazz più diversi, dall'altra la sua discografia solista ci permette di comprendere appieno la sua grande capacità compositiva. “Saltash Bells” ne è l'ultimo esempio in ordine di tempo e sembra essere destinato a diventare uno dei migliori album dell'anno della casa ECM. Il progetto nasce inizialmente come una collaborazione tra Surman e il fotografo e regista norvegese Odd Geir Sather per dare vita ad un documentario sulle terre inglesi della Cornovaglia. I soldi improvvisamente svaniscono ma Surman decide comunque di procedere con la realizzazione dell'album e lo stesso titolo “Saltash Bells”, è un omaggio alle campane della cittadina di Saltash, Cornovaglia. I ricordi, le impressioni e la continua ispirazione di questo angolo di Inghilterra hanno permesso a Surman di dare vita ad un lavoro evocativo.
Alla base di “Saltash Bells” ci sono trame sonore create tramite il sintetizzatore, sulle quali Surman sviluppa il suo peculiare fraseggio. Intuizioni melodiche eccellenti come quelle in Winter Elegy e On Staddon Heights, rimandano alla mente il sound di Garbareck e portano con se un fortissima potenza fotografica. Suoni che si rincorrono e si sovrappongono - come nella title track – che viaggiano ad alta quota, per poi inabissarsi. Non manca l'inclinazione dell'autore di attingere a piene mani dal folk per destrutturarlo e rivestirlo in chiave jazz, come appare evidente nel brano Dark Reflections. “Saltash Bells” è un lavoro che avrebbe meritato di essere completato secondo quelle che erano le volontà originarie dell'autore, ma che nonostante il forzato abbandono del progetto iniziale, ha mantenuto fede all'idea di creare un'opera di ampio respiro, dove l'elemento fondamentale rimane la capacità di avocare luoghi e comportamenti di un angolo di Regno Unito ricco di paesaggi dalla bellezza incontaminata.
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//www.youtube.com/embed/euwAR6Kkj5w
07/07/2012 -
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