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Altro che hobbit contro orchi, vampiri contro licantropi, cherubini contro demoni, e successive variazioni sul tema (non che io voglia accostare “Il Signore Degli Anelli” alla macrocategoria delle favolette post e intra “Twilight”, ma il concept “Guerra dei Mondi” funziona sempre, anche a fronte di trame deprimenti): nella Terra di Mezzo del metal, perennemente minacciata dalle forze oscure del marketing e dai nani malefici del pop da Top 10, l’esercito delle super-band scalpita per diventare la razza dominante, e un esercito così agguerrito Sauron manco se lo sognava. L’associazione tolkieniana è particolarmente funzionale al caso in esame, dato che due terzi degli Ashes Of Ares, il cantante Matt Barlow e il bassista/chitarrista Freddie Vidales, provengono da una band, gli Iced Earth, ben nota per le tematiche altisonanti e fantasy. Aggiungeteci che il terzo membro è il roccioso ex batterista dei Nevermore Van Williams, e a questo punto anche il monicker di cappa e spada è più che legittimo: questa formazione è una corazzata a tutti gli effetti.
La melodica The Messenger apre l’album in maniera morbida e incantevole con i suoi begli accordi di chitarra, ma è presto il momento di cambiare pagina, all’interno della stessa track che prende magicamente vita e introduce a On Warriors’ Wings e This Is My Hell, a mio parere i pezzi migliori del lotto: riffing pulito e lineare ma indovinato, crescendo ritmici esaltanti e la voce unica, inconfondibile di Barlow concorrono meravigliosamente a creare due track a dir poco perfette. Chalice Of Man è un pezzo di discreto peso, in cui più che negli altri si avverte l’influenza technical thrash dei Nevermore di Williams. Curioso il contrasto con la dolce ballad The Answer, anch’essa di grande effetto eppure piuttosto semplice nella costruzione e nel riffing, e sorprendentemente meno smielata di molti altri brani dello stesso genere, grazie anche ad un testo notevole. Gli infiniti casi di supergruppi annunciati dalle cronache con tanto di squilli di tromba e rullo di tamburi e successivamente dissoltisi nel nulla nel giro di poco ci insegnano a prendere le cose con cautela; una lineup da Champions League del metal non sempre è garanzia di successo. Ma è chiaro che dietro agli Ashes Of Ares c’è un progetto, c’è condivisione, ci sono le idee di tutti e il dominio di nessuno. C’è la grandiosità degli Iced Earth, e c’è l’architettura sonora imponente e raffinata dei Nevermore, e molto altro ancora. Per questo, ben difficilmente faranno la stessa fine di tanti altri.
Tracklist: 01.The Messenger 02. Move the Chains 03. On Warrior's Wings 04. Punishment 05. This is my Hell 06. Dead Man's Plight 07. Chalice of Man 08. The Answer 09. What I Am 10. The One-Eyed King 11. The Answer (acoustic version)
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