|
BENVENUTO SU EXTRA! MUSIC MAGAZINE - La prima rivista musicale on line, articoli, recensioni, programmazione, musicale, eventi, rock, jazz, musica live
|
|
|
|
|
|
Kings Of Leon
Mechanical Bull
2013
RCA
di Giuseppe Celano
|
|
Sin dagli esordi, dopo aver seguito attentamente la loro crescita artistica passando per dischi che ci avevano emozionato così tanto, avevamo pensato di esserci ritrovati di fronte ai “nuovi” Creedence Clearwater Revival. Ripensando a quel rock-garage di fine grana, oggi è davvero strano ascoltare Mechanical Bull. Le due ultime prove in studio, abbastanza fiacche, lasciavano presagire un cambio di direzione netto, una virata verso musica innocua e derivativa, votata al radio-friendly (Don’t Matter). È proprio quanto successo ai fratelli Followill, che sfruttano anche l’immagine ripulita e belloccia del leader. Tagliando la testa al toro, si può affermare che ormai i Kings Of Leon sono altro (Temple), molto diversi da come li abbiamo conosciuti.
La produzione è ripulita, le canzoni dominate da una melodia catchy (Beautiful War), perfetta per la riproduzione in heavy-rotation tanto amata dalle stazioni radio che propinano questo innocuo nuovo rock. Il parto dei KoL è decisamente superiore al loro passato prossimo ma lontano secoli da canzoni come Molly’s Chambers. Sebbene mantengano quella sorta di melanconia, di tristezza appena accennata che ha sempre caratterizzato la discografia, non si può ignorare che i nostri abbiano gradualmente perso il piglio garage capace di rendere i loro dischi diversi. Sono passati dieci anni e, oltre all’imp(i)etuoso passare del tempo, è venuta a mancare anche l’ispirazione (Comeback Story).
Con Mechanical Bull ci si ritrova di fronte a un vecchio album di fotografie, come se fosse un Greatest Hits camuffato, alcune ballads sono buone ma il resto è stantio, odora di classica raccolta (Wait For Me). Sicuramente più famosi e forti di una visibilità che promuoverà meglio il disco rispetto al passato, ciò non toglie che i moderni Kings Of Leon si avviano progressivamente verso un anonimato armonico stinto impossibile da riconoscere, come uno dei tanti senza tetto fra le bidonvilles.
Per tutti gli appassionati della band, che negli anni ha già perso già molti fan, il consiglio è di tenersi ancorati al (loro) passato, il futuro del rock è da cercare in band che abbiano fame e voglia di osare, qui invece siamo nell’olimpo geriatrico di quella che ormai è di pop-band già arrivata da un pezzo (Supersoaker).
|
|
//www.youtube.com/embed/izzY55ACUQo
01/10/2013 -
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
|
|
|
|
|
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
|