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Quando si incontrano due artisti dai nomi altisonanti come Elvis Costello e i Roots, che firmano insieme non una singola canzone, ma un album intero, sorge spontanea la domanda su quale dei due abbia avuto la parte preponderante nell’opera. Siamo in presenza di una sorta di “fusione” artistica fra il Principe della Melodia ed i Guerrieri del Ritmo oppure la verità è un'altra? Magari ciascuno recita se stesso ed interviene con il suo bagaglio personale all’interno di un singolo brano, mantenendo però correttamente una certa distanza.
Intendiamoci, Wise Up Ghost è davvero un bel disco: è un album che sprizza di energia, di suoni e di colori, ma appare piuttosto netta anche la distinzione fa sezione vocale e armonie melodiche (prerogativa assoluta di Elvis Costello) e sezione ritmica, Groove e dinamismo (attribuibili decisamente ai Roots) dei dodici brani che compongono il disco. Ci siamo trovati nella stessa situazione un paio di anni fa, quando uscì Lulu, l’opera rock composta da Lou Reed e dai Metallica. L’album era davvero molto bello, ma in pratica il canto di Lou Reed sembrava come sovrapposto al muro di suono messo in campo dai Metallica. Stessa cosa, su basi naturalmente diverse, per questo Wise Up Ghost che si avvale di un beat molto serrato e tipicamente funky, al quale tiene testa (quasi sempre con successo) la voce impastata di soul di un redivivo Elvis Costello. Moto significative a tale proposito le soluzioni musicali inserite su Walk Us Uptown, Refuse To Be Saved e Wise Up Ghost, tre dei brani più riusciti dell’intero disco. Fra le eccezioni invece, vi segnaliamo Tripwire, una slow ballad, morbida, delicata e sognante, repertorio tipico di Elvis Costello, e la bellissima Cinco Minutos Con Vos, una ballata avvolgente, davvero molto bella, in cui Costello duetta in modo pregevole con Marisol, la cantante dei La Santa Cecilia, gruppo ispanico attivo dalle parti di Los Angeles.
Elvis Costello nega una virata verso la musica hip hop, ma frequenti episodi di scratch all’interno dell’album sembrano contraddire questa sua affermazione. I Roots invece difendono e ribadiscono il loro approccio “new soul”, aspro e “funkeggiante”, talvolta anche molto duro. Un esperimento insomma, che però ha coinvolto intensamente le due parti in causa e che possiamo dire riuscito, sia per l’indubbia presenza di belle canzoni sia per la presenza di liriche importanti , calate nel sociale, che toccano tematiche anche politiche, sempre di grande attualità.
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