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A circa due anni di distanza dall’uscita dell’ultima raccolta d’inediti “Senza Titolo”, Luca Carboni torna sulle scene con un’antologia di dodici brani nata sostanzialmente per festeggiare i trent’anni di carriera. Di questa dozzina di canzoni, le prime tre in scaletta sono originali in quanto non pubblicate in album precedenti: ”Fisico & Politico” (traccia che dà il titolo al disco), C’è Sempre Una Canzone e Dimentica. Le successive nove corrispondono invece ad altrettanti celebri episodi musicali che il cantautore bolognese ha scritto in un lasso di tempo di certo non indifferente. Per l’occasione Carboni ha deciso di inciderle nuovamente queste canzoni, cercando di svecchiarne gli arrangiamenti e di ricantarle assieme ad amici e colleghi che non ci hanno pensato due volte ad accettare l’invito e ai quali il musicista classe ’62 ha dato carta bianca riguardo la scelta di cosa rielaborare in studio di registrazione. Prima di analizzare i vecchi classici, è giusto spendere due parole per gli inediti. “Fisico & Politico”, pezzo scritto a quattro mani con Fabri Fibra e destinato a fungere da singolo apripista, risulta essere un onesto – ma non troppo entusiasmante – tentativo di miscelare il pop con il rap nostrano. Non malvagia, nell’economia del brano, l’unione di suoni acustici con altri più squisitamente elettronici. Per il resto il brano evidenzia un carattere tutto sommato orecchiabile ed immediato. Maggiore autorialità contraddistingue invece C’è Sempre Una Canzone e la successiva Dimentica: trattasi di componimenti davvero ispirati, validi, convincenti e legati da una meticolosa ricerca della melodia. Conclusasi la struggente Dimentica il viaggio nel passato e tra i ricordi prende il via con Persone Silenziose, in cui è presente Tiziano Ferro (i due avevano duettato già nel 2006 nel brano di Carboni Pensieri Al Tramonto contenuto nell’album “…Le Band Si Sciolgono”). Dopo Persone Silenziose c’è Vieni A Vivere Con Me. Di questo brano non è tanto l’inconfondibile impronta vocale di Elisa a colpire, quanto piuttosto le incursioni elettroniche che caratterizzano soprattutto il ritornello.
La traccia numero sei è Ci Vuole Un Fisico Bestiale, reinterpretata con Jovanotti. Nulla di esorbitante, anche se tuttavia la canzone dimostra di mantenere intatta un’emblematica freschezza anche a più di vent’anni dal suo concepimento. Su Farfallina non si nota un eccessivo stravolgimento operato a livello di sound: il taglio resta in effetti molto conforme a quello degli anni Ottanta. Per certi versi inaspettata è, più che altro, la voce di Alice all’interno del pezzo. Se anche Inno Nazionale (cantata con Miguel Bosè) non sembra denotare troppe rivoluzioni per quel che concerne il suono, che comunque è meno ruvido e lo-fi rispetto alla versione del ‘95, Silvia Lo Sai incanta già al primo ascolto grazie all’uso sapiente degli elementi sintetici e al contributo canoro di Battiato. Il disco volge poi al termine con Primavera, Mare Mare (in cui figurano rispettivamente Antonacci e Cremonini) e la bellissima Gli Autobus Di Notte. Quest’ultima canzone, che si differenzia nettamente dalle altre per via di un mood musicale essenziale fatto sostanzialmente di pianoforte ed archi, regala senz’altro grandi emozioni attraverso la perfetta integrazione fra la voce di Carboni e quella di Bersani. Con una perla del genere si chiude una raccolta sicuramente ben prodotta e non proprio convenzionale nel suo insieme. Ora però si attende da Carboni un nuovo disco d’inediti che sappia lasciare veramente il segno, anche perché, in fin dei conti, è dal 1995 (anno di “Mondo World Welt Monde”) che non si ascolta qualcosa di sorprendente e geniale. Non che i successivi “Carovana”, “Lu*Ca”, “...Le Band Si Sciolgono” e “Senza Titolo” si siano rivelati dei progetti scadenti, ma il fatto è che da un autore talentuoso e raffinato come lui ci si aspetti sempre quel guizzo inaspettato, determinante per dare un tocco particolare e dinamico alle sue opere.
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