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Placebo
Loud Like Love
2013
Emi
di Giancarlo De Chirico
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Se avete messo una croce sopra al rock decadente dei Placebo dopo aver ascoltato Battle Of The Sun, l’album precedente, uscito nel 2009, è arrivato il momento giusto per dare una nuova chance al gruppo guidato da Brian Molko. Questo Loud Like Love è un buon disco, che guarda al passato, quando si accostava il nome dei Placebo a quello dei Cure, di Bowie o dei primi R.E.M.
Una volta messa da parte l’elettronica rumorista della “battaglia (persa) del Sole”, Brian Molko torna a regalarci ballate elettriche davvero godibili come Too Many Friends, primo singolo estratto dal disco e la delicata Hold On To Me. La sua voce, così metallica, frammentata, talvolta acida, ma sempre molto sensuale, resta uno dei punti di forza del gruppo, che dedica l’intero disco al potere dell’amore, che supera di gran lunga quello delle multinazionali e delle banche. Il suono di brani come Loud Like Love, Scene Of The Crime e Rob The Bank è duro, ma torna ad essere sincero, non gonfiato da una eccessiva postproduzione. Le chitarre questa volta trovano lo spazio giusto per emergere, per graffiare e fanno da giusto contrappunto alla venatura melodica del canto di Brian Molko. Molto interessante, ed in perfetto stile Placebo, anche l’ambientazione musicale volutamente ovattata nonché l’elettronica soffusa di Exit Wounds.
Un album che restituisce credibilità al gruppo, ma che forse non è all’altezza dei dischi di qualche anno fa, quando l’Art Rock dei Placebo aveva raggiunto davvero il massimo della sua espressione artistica.
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22/10/2013 -
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