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Chissà se il titolo New è stato scelto per una svolta decisiva, per dire “questo si che è nuovo”? Di certo aiuta a pensarlo una copertina scintillante. Ma sarà davvero così? Eccolo di nuovo qui, il baronetto Sir James Paul McCartney si riaffaccia con il suo nuovo album ad un solo anno dall’ultima raccolta di cover Kisses On The Bottom, e a ben sei anni dall’ultimo di inediti Memory Almost Full, e sembra proprio che non possa stare lontano dagli studi di registrazione.
La partenza è carica con Save Us, primo singolo presentato in pubblico, che ha in sé un ritornello orecchiabile e un bel giro potente. Basterebbe questo a dare un certo tono rock a tutto il resto ma, ahimé, si rimane un po’ delusi perché il seguito non sarà tutto così. Infatti si passa per brani più leggeri, melodici e semplici come Alligator e On My Way To Work che risultano simili a cose già sentite, per arrivare all’altro pezzo buono con velleità di novità (anche se i cori sono quelli di sempre) e un po’ di ritmo, ovvero Queenie Eye, con un testo che sembra parlare di come ci si deve far strada sgomitando per arrivare al successo (chissà se lui ne sa qualcosa?). Poi è il turno della ballad con arpeggi e chitarre acustiche, Early Days, resa ancor più dolce dalla voce rotta nel falsetto del vecchio Macca. Un bel testo nostalgico che sottolinea quanto lui sia legato a quel passato così fab e che non può tornare. Da qui è facile passare alla title track New che tradisce, come se fosse possibile evitarlo, la tipica atmosfera beatlesiana per continuare sull’onda del come eravamo (ricorda molto Got To Get You Into My Life). Un guizzo di novità in effetti c’è con Appreciate un pezzo più elettronico e decisamente orecchiabile. Sì sì, lo so, i beatlesiani della vecchia guardia non saranno contenti, ma davvero vorreste che tutte le canzoni siano sempre uguali a She Loves You? E’ già un grosso fardello da portare, in più si deve non essere ripetitivi dopo mezzo secolo di musica, abbiate un po’ di comprensione...
Ancora chitarre, tamburelli e scuotimento di testa alla Ringo Starr per Everybody Out There, alla quale segue Hosanna altra ballad romantica e melodica. Si torna a qualcosa di più tonico con I Can Bet, dal ritornello facile. Segue Looking At Her che non aggiunge molto. La versione standard si chiude con Road, dall’aria un po’ sognante e cantata a tratti sottovoce. Ma c’è una chicca, una traccia fantasma dal titolo Scared, una semplice ma bellissima (quasi commovente) dedica a Linda, voce e pianoforte. Nella versione Deluxe si aggiungono Turned Out (dal sound molto Travelling Wilburys), e Get Me Out Of Here, con un bel giro blues da campi di cotone.
Ora non sarò io qui a dirvi cosa pensare di questo disco. McCartney, nonostante una carriera solista lunga quattro volte quella con i Beatles, rimane il Paul dei Fab Four e questo farà sempre sì che ci si schieri da una parte o dall’altra, li ami o li odi, non c’è via di mezzo. Ho cercato di non leggere ciò che si dice in giro del disco e della continuità quasi ossessiva di questo candido settantunenne che si diverte, c’è poco da dire, a fare dischi e andare in tour mentre potrebbe benissimo starsene a casa seduto davanti al camino con la coperta sulle gambe, una tazza di tè a gustarsi i suoi successi e vivere di rendita. Perché tanto si sarebbero riproposte le solite due fazioni, pro e contro. Chi non lo ama continuerà a dire che deve farla finita e che forse avrebbe dovuto smettere fin da subito dopo gli Wings, o peggio ancora che tutto il successo suo e dei Beatles è stato superiore alle loro reali capacità. Mentre chi lo ama continuerà ad ascoltarlo, anche con la voce rotta e pensando magari per primo che forse è il caso che si ritiri, ma l’affetto e la nostalgia sono più forti e commuoversi ad un suo concerto è ancora una cosa difficile da rinunciare. Quindi sta a voi decidere da che parte stare. Io dal canto mio posso dire solo che ad un personaggio di questo calibro e dal conclamato successo non si deve chiedere più nulla, ma lasciare che sia la sua musica a prendervi se lo vorrete, senza fermarvi al primo ascolto.
Tracklist:
1. Save Us (produced by Paul Epworth) 2. Alligator (produced by Mark Ronson) 3. On My Way to Work (produced by Giles Martin) 4. Queenie Eye (produced by Paul Epworth) 5. Early Days (produced by Ethan Johns) 6. New (produced by Mark Ronson) 7. Appreciate (produced by Giles Martin) 8. Everybody Out There (produced by Giles Martin) 9. Hosanna (produced by Ethan Johns) 10. I Can Bet (produced by Giles Martin) 11. Looking At Her (produced by Giles Martin) 12. Road (produced by Paul Epworth) Deluxe Edition: 13. Turned Out (produced by Ethan Johns with additional production by Giles Martin) 14. Get Me Out Of Here (produced by Giles Martin)
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