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Devo
Hardcore
2013
Superior Viaduct
di Andrea Salacone
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Ristampa preziosa di due raccolte uscite tra il 1990 e il 1991 (Hardcore Devo, Vol. 1 e Hardcore Devo, Vol. 2), il doppio Cd Hardcore contiene incisioni effettuate con un registratore multitraccia a quattro piste dalla band di Akron (Ohio) tra l’aprile 1974 e il dicembre 1977. Una musica della distopia quella creata da Gerald Casale (basso, voce) e Mark Mothersbaugh (tastiere, sintetizzatori) insieme al resto del gruppo, costituita da brani stralunati, effetti stranianti, reiterazioni ossessive e ironia al vetriolo.
L’involuzione della società è cantata con cinismo e con tono beffardo, alternando atmosfere cupe e claustrofobiche (Auto Modown, Social Fools, Buttered Beauties, Midget, Ono) ad esplosioni di melodia (la rilettura geniale di Satisfaction, le satiriche Jocko Homo e Mongoloid, Be Stiff, Fountain Of Filth), e di bislacchi pezzi di bubblegum (Goo Goo Itch) e di rock and roll mutante (Stop Look And Listen, A Plan For U, Dogs Of Democracy).
La comicità e i giochi di parole di brani quali Uglatto ("You a bad tomato/ Speak Esperanto/ So desperato/ And constipato") si contrappongono all’amarezza e alla frustrazione di U Got Me Bugged ("I’m always bugged over you/ Now I’m hopelessly entangled/ In the web of love you dangled/ Helpless like a worm watch me twist and squirm/ Your love has left me strangled"). L’allegra cover di Working In The Coal Mine riporta un po’ di buonumore, ma si ride a denti stretti.
Peccato per il booklet, che offre gli elogi sperticati di Henry Rollins e poco altro: un gruppo sui generis come i Devo avrebbe meritato sicuramente qualcosa di più.
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//www.youtube.com/embed/K8Q63JRUooU
05/11/2013 -
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