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Okkervil River
The Silver Gymnasium
2013
ATO
di Francesca Ferrari
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Già nella scelta del nome gli americani Okkervil River mescolano musica e letteratura, prendendo in prestito il nome di un fiume che passa vicino a Mosca citato in un racconto breve dell’autrice russa Tatyana Tolstaya. Ma, con The Silver Gymnasium il legame si rafforza, si fonde e si confonde mettendo in musica un romanzo adolescenziale ambientato nel 1986 nella piccola città di Meriden nel New Hampshire. A guardarsi indietro a rivedere la sua adolescenza – reale o rivista e corretta – è lo stesso Will Sheff che prende il titolo per questo settimo lavoro in studio da una piccola palestra annessa alla Kimball Union Accademy chiamata Charles Lewis Silver Memorial Gym. Come sono gli anni dell’adolescenza, questo album mescola sentimenti contrastanti, emozioni sopite, insicurezza e rimpianto, amore e disillusione. Quel che ne risulta è un lavoro dal sapore agrodolce, dove le liriche cupe - come del resto è l’adolescenza - fanno da contraltare ad arrangiamenti folk che richiamano in qualche modo l’incoscienza e l’innocenza degli anni Ottanta. Il vero significato di questo album/romanzo di formazione è racchiuso nel titolo della prima traccia It Was My Season, da cui parte una spirale di malinconia, di consapevolezza e di perdita di quell’innocenza che forse non esiste davvero. È un po’ come rivivere un ricordo lontano riscaldato da un’assolata giornata estiva, ma rendersi poi conto che non poteva essere così perché era invece una grigia giornata di dicembre e la fine di qualcosa era imminente e dietro l’angolo.
Questo è The Silver Gymnasium, un disco in cui ci si può rivedere, immedesimare, se non per i fatti raccontati, per quella serie di emozioni contrastanti che segnano così profondamente l’adolescenza di tutti. La musica tenta di illuderti dandosi da fare per sembrare allegra e spensierata, ma è solo una maschera che nasconde la vera essenza dell’album fatta di amore e sofferenza, perché l’adolescenza è soprattutto quella stagione in cui si è capaci di amare e soffrire, di bruciarsi e dannarsi totalmente e senza riserve sentendosi totalmente soli contro un mondo ostile.
Se volete un’alternativa alla lettura del Giovane Holden di J.D. Salinger, ascoltatevi The Silver Gymnasium degli Okkervil River scendendo sotto la superficie musicale da ballo della scuola.
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13/11/2013 -
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