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Keaton Henson
Birthdays
2013
Oak Ten/ Anti
di Giancarlo De Chirico
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Secondo album, dopo il buon riscontro ricevuto da Dear, per il pittore londinese Keaton Henson che torna a mettere in musica tutte le sue più profonde emozioni. Questa volta il disco, intitolato Birthdays, si avvale della produzione di Joe Chiccarelli (già con gli Shins e con gli Strokes) che è riuscito a dare una forma più precisa agli acquarelli messi in musica da un Keaton Henson più ispirato che mai.
Non è un album facile: le canzoni sono tutte permeate di una profonda tristezza, ma sono talmente belle e sincere che non ci si può distrarre un attimo dall’ascolto. Spesso si parla un po' troppo facilmente di poesia che viene trasformata in musica, di un lirismo poetico che diventa canzone. Ebbene, questa volta è davvero così. Sono talmente straordinarie le liriche di Teach Me, di You, di Don’t Swim e della stupenda Sweetheart, What Have You Done To Us che si prova quasi un certo imbarazzo nel trovarsi di fronte ad un artista che non esita neanche un momento ad esporsi in tutta la sua fragilità al grande pubblico.
L’impostazione musicale di Keaton Henson si può ben definire come un qualcosa che si colloca a metà strada fa un folk acustico ed il blues, ma quello che più cattura l’ascolto è il canto, onesto e sincero, talvolta in falsetto, di questo giovane songwriter inglese. L’anima di un disco come Birthdays è eminentemente acustica, ma non mancano situazione diverse, momenti di rabbia, che esplodono all’istante, con scariche di chitarra elettrica, tanto inaspettate quanto devastanti. E’ il caso della partitura finale di Don’t Swim, oppure di Kronos, dove una chitarra elettrica quasi hard rock si prende una sostanziosa rivalsa sull’ubriacatura acustica che pervade il disco.
Da segnalare inoltre l’apporto di Jesca Hoop come seconda voce in diverse canzoni e l’intervento assolutamente delizioso dei violini su You. Un album memorabile, un disco che non può passare inosservato, opera di pregio di un artista che è stato paragonato da alcuni a Jeff Buckley, ma che in realtà sfugge a qualsiasi etichetta o facile accostamento. Da ascoltare.
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20/11/2013 -
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