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Passano gli anni, cambiano le mode, le stagioni non sono più quelle di una volta, ma per la chitarra di Leslie West non è cambiato proprio niente da quando, alla fine degli anni Sessanta, prima da solo poi insieme a Felix Pappalardi nei Mountain, ha cominciato a far sentire al mondo le sue note lancinanti e potenti, intrise di heavy blues e di psichedelia. Allora i compagni di viaggio di Leslie West si chiamavano Jimi Hendrix, Eric Clapton e Pete Townshend, adesso deve farcela da solo, a 68 anni d’età, con una gamba in meno (nel 2011 Leslie ha subito l’amputazione della gamba destra a causa di una infezione causata dal diabete) ma sul nuovo Still Climbing denota la stesa voglia, lo stesso entusiasmo di sempre.
Non a caso il titolo del disco cita Climbing!, storico album d’esordio dei Mountain nel 1970, tanto per far capire ai dubbiosi che niente è cambiato da allora. Il suono non si discosta molto dal blues elettrico molto ritmato che abbiamo già ascoltato sul precedente Unusual Suspects e anche in questa occasione Leslie ha voluto accanto a sé personaggi di provata fede nell’ambito del rhythm & blues, dal leggendario Johnny Winter, il chitarrista albino, che suona la slide guitar su Busted, Disgusted Or Dead, a Johnny Lang, altro grande chitarrista blues che duetta con Leslie sulla cover di When A Man Loves A Woman di Percy Sledge. In alcuni brani è ospite Mark Tremonti, il chitarrista dei Creed, mentre Dee Snider, il vocalist dei Twisted Sister , dona la sua ugola lacerante su Feeling Good, altra cover, questa volta dei Traffic di Steve Winwood, trasformata in una blues ballad tinta di rock duro che si fa ricordare.
Vi segnaliamo inoltre Dyin’ Since The Day I Was Born un hard rock che possiede la forza di un tuono, la bellissima Fade Into You, una slow ballad decisamente romantica, dall’impianto folk, che però conosce un crescendo dinamico di una potenza inaudita, da brividi! Sullo stesso livello Tales Of Woe, altra bluesy ballad, tormentata e forte, molto introspettiva e autobiografica, che risolve qualsiasi tristezza, che smussa qualsiasi dolore attraverso quel suono della chitarra elettrica che ti penetra fin dentro le vene, che possiede capacità taumaturgiche e ti guarisce in un lampo! Pietra miliare dell’album la riproposta di Long Red , ben 45 anni dopo la sua pubblicazione su Mountain, il suo primo album solo, datato 1969: il riff è lo stesso, ascoltato tante volte, da lui e da altri, e il nuovo arrangiamento non fa perdere al brano neanche un millesimo del suo fascino, intenso e selvaggio, come le praterie sconfinate di quei sogni musicali che Leslie cavalca ancora come nessun’altro. Una vera bomba, da ascoltare ad alto volume.
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