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I finlandesi Soulfallen giungono con ”The Promise Of Hell” al terzo e conclusivo capitolo della trilogia iniziata nel 2008, un epilogo disperato e senza ritorno in cui l’umanità ha passato il limite della bestialità e corre compatta verso il baratro come un enorme branco di lemming, simpatici roditori nordici dediti, per ragioni ancora imperscrutabili alla scienza, al suicidio di massa. L’inferno promesso dai Soulfallen avrebbe probabilmente dovuto essere anche sonoro, obiettivo raggiunto sì e no in quanto il genere proposto è indubbiamente suggestivo e ricercato, ma forse un po’ troppo indefinito: un misto di death/doom melodico e symphonic black metal che non lascia possibilità intentate, ma che confonde un po’ le idee e sicuramente non favorisce lo sviluppo di uno stile definitivo. L’idea può essere buona sulla carta e ad un ascolto non troppo approfondito l’impressione generale è più che positiva, ma forse un songwriting più “ruvido” sarebbe risultato più incisivo. The Birth Of Newfound Death è molto bella nella prima parte, con importanti sezioni di archi che si aprono sul growl in una classica, ma piacevole elegia alla My Dying Bride; un po’ incoerente la seconda parte, dove la band cerca troppo forzatamente di alzare il tiro. Attacca con tutt’altro piglio, decisamente più aggressivo, Questions And Answers, tutta stilettate di violino e tastiere acuminate. Da qui in poi, se non sapeste quale band state ascoltando, potreste tranquillamente convincervi che si tratti dei Cradle Of Filth, anche per la notevole somiglianza della voce sullo scream, cosa che personalmente mi crea qualche problema (un growl o una vocalità più bassa e gutturale a mio parere avrebbero valorizzato maggiormente certi passaggi). Impressione confermata da Ghosts, che dà maggiore spazio alla melodia e agli archi ma include elementi di black moderno che non convincono del tutto. Più sommessa e posata Scars Aligned, in cui sono chiaramente più forti le componenti doom, nella sezione ritmica lenta e volitiva, e gothic, con l’inserimento di una voce femminile. The Silence Of The Storm è una tempesta di distorsioni e rapide sonore nel titolo e nei fatti. Ancora una volta, i vampiri del Sussex non sono solo un’impressione fuggevole. Cold Beneath The Sun e Dead And Dying non si differenziano molto tra loro, il sound oscuro e aggressivo è molto simile. Segue Bring Me My Demons, baluardo death nella tracklist con bridge sinfonici adeguatamente impressionanti, e conclude la breve e spettrale At The Heart Of Dying. Ascolto consigliato in generale ai seguaci di generi trasversali, che vanno dal black al doom al depressive, The Promise Of Hell è in grado di soddisfare tipologie eterogenee di ascoltatori, ma siamo ancora lontani dall’eccellenza. Ci auguriamo, a questo punto, una postfazione alla trilogia che possa compensare qualche piccola pecca.
01. The Birth Of Newfound Death 02. Questions And Answers 03. Ghosts 04. Scars Aligned 05. The Silence Of The Storm 06. Cold Beneath The Sun 07. Dead And Dying 08. Bring Me My Demons 09. At The Heart Of Dying
Kai Leikola - voce Aapeli Kivimäki - chitarra Aki Hartikainen - chitarra Jarno Laitinen - basso Aaro Lappalainen - batteria
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