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Asa
Bed Of Stone
2014
Naive Records
di Valerio Di Marco
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ASA, al secolo Bukola Emenide, è una cantautrice franco-nigeriana giunta alla terza prova sulla lunga distanza, dopo l’esordio omonimo del 2007 e “Beautiful Imperfection” del 2010. Il suo nome si pronuncia asha e per alcuni significa aquila, per altri falco. Ma insomma sempre di rapaci si tratta. Perché in fondo quello che importa non è il nome ma la sua musica, che anche in ”Bed Of Stone” si conferma capace di abbracciare un ampissimo spettro di soluzioni sonore. Eclettismo dovuto in larga parte ad ascolti giovanili - peraltro non lontanissimi nel tempo, essendo nata nel 1982 – che mischiano la black music al femminile con la tradizione soul cantautorale, più o meno recente. E la dimostrazione è data dai quasi 48 minuti di questo album dove riecheggiano forti le influenze di compositrici ed interpreti come Erykah Badu, Norah Jones e Lauryn Hill, ma anche D’Angelo e tutta la schiera neo-soul americana. Siamo, come detto, dalle parti della musica nera più viscerale, ma immersa in una soluzione alcalinica comprendente anche folk, funky, tribalismo e musica etnica. Il tutto, edulcorato in chiave pop dalle sapienti mani di Blair MacKichan, già al lavoro con Sia e Lily Allen. Ma “Bed Of Stone”, aldilà della cifra stilistica, è soprattutto un album che va dritto al cuore e dove la Nostra si mette a nudo, come prima più di prima. Perché essere soul-singer significa essenzialmente rivelare anziché nascondere. E l’anima più recondita di ASA la trovate qui, in tutta la sua vulnerabilità, su questo disco che faticherete a togliere dal lettore.
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01/10/2014 -
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