|
BENVENUTO SU EXTRA! MUSIC MAGAZINE - La prima rivista musicale on line, articoli, recensioni, programmazione, musicale, eventi, rock, jazz, musica live
|
|
|
|
|
|
Serj Tankian
Elect The Dead
2007
Warners
di Marco Jeannin
|
|
Chi conosce i System Of A Down conosce Serj Tankian. Lo conosce come leader di una band che dal 1995 ha conquistato stuoli di fans contribuendo a dare una scossa originale al panorama alternative metal. Chi non lo conosce deve sapere che è un polistrumentista (alla Trent Reznor tanto per capirci) libanese trapiantato negli Stati Uniti con un gusto musicale spiccatamente esotico e tremendamente violento, la passione per il sociale e di tendenza esplicitamente di sinistra. Per entrambi le parti, è l’autore di "Elect The Dead", primo album solista il cui singolo “Empty Walls” ha riempito le stazioni radio di mezza Italia. Ho ascoltato il disco sull’onda dell’incremento esponenziale di passaggi radiofonici. L’ho lasciato fermentare nel mio lettore per farlo sfogare. Il primo impatto è buono, molto buono. L’impronta sonora inconfondibile traccia i confini già in partenza: la già citata “Empty Walls” e “The Unthinking Majority” suonano bene, piene e potenti. Un campanello di allarme? Primo stadio di un avvicinamento senile al melodico o presa di coscienza di una possibile fusione tra il dissonante e il più fruibile? Lasciati i System Of A Down in pausa di riflessione spuntano melodie più morbide alternate a sfuriate chirurgiche. Buoni arrangiamenti, bei coretti. Da Serj Tankian ci si può aspettare qualcosa di veramente buono. Qualcosa che sia più di un semplice grido di ribellione alla società, alla politica degli Stati Uniti e al Dio denaro. "Money" si apre talmente tranquilla che non ci credo. Il pezzo è il migliore dell’album. Chitarra furiosa che rompe la melodia piccola e carina, una scarica unica. Ho le idee più chiare man mano proseguo. L’idea di grande compattezza è percepibile dalla massa sonora, chiarezza di idee. Il lettore gira, la musica passa. "Feed Us" è una ballata saltellante, così come “Saving Us”, più epica nei cori e cadenzata al rallentatore. “Sky Is Over” campeggia in copertina sotto “Empty Walls” come next best thing e ne ha tutte le ragioni. Scorro le tracce. La prima vera sopresa è “Praise The Lord…”, gustosamente eclettica ed elaborata, molto diversa dal resto del disco. Conclusione con la Title-Track pianofortata alternative-romanticheggiante. Nessuna rivoluzione dal rivoluzionario, nessun punto zero o ripensamento da solista. Serj Tankian confeziona un disco pensato e progettato completamente in solitaria, un disco di idee, fatto per sfogare la necessità di esprimersi. Un motivo più che valido per apprezzare una prova decisamente buona. In concerto all’Alcatraz di Milano il 17 aprile.
“the causes of ineptitude can be traced to my mandatory down, the causes of my servitude can be traced to the tyranny of money”
|
|
05/03/2008 -
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
|
|
|
|
|
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
|