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Nuovo album per El Topo, il collettivo musicale romano nato nel 2006 di certo sotto l’influenza del titolo del noto film di Jodorovsky! E anche la musica che è contenuta nel nuovo progetto discografico di Adriano Lanzi, chitarra, e di Omar Sodano, basso elettrico, ricalca in tutto e per tutto la follia genialoide di quel regista cinematografico, in quella sorta di esplosione liberatoria di post rock e di elettronica, di jazz e di musica psichedelica, con degli spunti molto interessanti che ci riportano al kraut rock dei Can, dei Faust o dei Neu dei primi anni Settanta! Fanno parte della band anche Andrea Biondi, vibrafonista jazz molto aperto verso la musica contemporanea, e Francesco Mendolia, un batterista appassionato sia di jazz che di funky music. Questo “Pigiama Psicoattivo” è un album solo strumentale ma non per questo cervellotico o noioso, al contrario è un disco dalle molte sfaccettature che solleva curiosità ed interesse in chiunque si ponga all’ascolto. Sappiamo che dal vivo i musicisti de El Topo si avvalgono anche del contributo dei videoartisti del gruppo Neumax (Simone Palma, Mirko Bruner, Alessandro Quintino e Emanuela Scarpa) ed in effetti non è difficile immaginare le sonorità di composizioni come “Tosca”, “Sonics”, “Pigiama Psicoattivo” e “Errore Meccanico” come supporto ad immagine di arte contemporanea o di pittura concettuale. E’ una musica adatta a performance multimediali, ma si può apprezzare anche così, lasciando modo e tempo di volare alla propria mente. E’ una musica sperimentale, che va all’origine del jazz e dell’elettronica, è un disco che trasuda di radici e di spunti appartenenti ad un vero free jazz, è un album bello e difficile, lontano dalle mode musicali attualmente imperanti. L’album è stato pubblicato in Belgio dalla Still, poi stampato in Italia dalla Off e infine distribuito nel nostro paese dalla Audioglobe. Hanno collaborato in sala di incisione Amy Demio, una vocalist di Seattle, Mike Cooper, chitarrista virtuoso, specializzato in slide guitar, il contrabbassista Riccardo Lay ed il percussionista Anadi Mishra. Da ascoltare.
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