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La grande metal band italiana degli Extrema è tornata, e lo ha fatto prendendo la decisione coraggiosa di rilanciare un album, questo “Better mad than dead”, che alla sua prima uscita, nel 2001, aveva suscitato polemiche furibonde tra fans e addetti ai lavori. Motivo del contendere erano, oltre ai dissapori all’interno del gruppo, un paio di singoli, tutt’altro che memorabili a dire il vero, firmati da Gianluca Perotti e soci in collaborazione con gli Articolo 31 (!). La scelta di accostarsi a un gruppo dallo spirito superficiale e “hit-parade oriented” non piacque per nulla ai sostenitori degli Extrema, molti dei quali stigmatizzarono l’ultimo lavoro della band ancor prima della sua uscita, etichettandolo come deludente e modaiolo. In questa riedizione targata 2007 e arricchita di tre bonus track, gli Extrema riguadagnano molti dei punti perduti in passato: il quartetto non propone forse molto di nuovo, ma, attraverso i nuovi arrangiamenti, ci invita alla riscoperta delle sonorità metal di un disco che vale sicuramente la pena di rivalutare: la voce di Perotti è più sicura ed espressiva che mai, e molto maturato appare anche il chitarrista Tommy Massara, che rispetto al passato sembra indugiare meno in tecnicismi che appesantiscono il sound; questo risulta così essere più pulito, sicuramente più catchy ed accessibile, pur conservando il carattere aggressivo e massiccio che da sempre caratterizza gli Extrema. In tutto l’album si dispiega un interessante uso del crossover, evidente specialmente in “All around”, “W.A.S.T.E.D.” e soprattutto “Wannabe” (speed-thrash all’ennesima potenza). Tra i tre inediti spicca invece una sbalorditiva, struggente versione acustica di “Another nite”, nel cui video, in circolazione già da qualche tempo, compare un’altra delle star del panorama hard rock e metal tricolore, il grande Pino Scotto. Gli Extrema hanno dimostrato di esserci ancora, di aver saputo superare un periodo difficile e, forse, di essere riusciti anche a scrollarsi di dosso quelle etichette di “Pantera italiani”, “Korn nostrani” e simili, che forse hanno portato la band alle difficoltà prima accennate, caricandola di aspettative inutili. Il gruppo ha una sua forte personalità, e ha tutte le carte in regola per riuscire finalmente ad esprimersi pienamente.
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